Il Tirreno

Guerra al balzello della Comunità Montana. All’esame in commissione già 300 domande

Bonifica, nuova valanga di ricorsi

Bonifica, nuova valanga di ricorsi

Fioccano gli avvisi ed il comitato replica: «Non pagate, ci opporremo»

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CECINA. Un bacino di circa 15mila contribuenti, una battaglia - quella contro la tassa di bonifica - che il comitato No Gabelle - sta portando avanti a suon di carte bollate. Proprio in questi giorni a coloro che non hanno pagato l'avviso bonario del contributo 2009 stanno arrivando le raccomandate spedite da Sepi (Società Entrate Pisa).  E' la concessionaria che opera per conto della Comunità Montana la quale sollecita il contributo consortile per il comprensorio di bonifica 29. Oltre al contributo la Sepi chiede 8 euro di spese di istruttoria e notifica. Il pagamento dovrà essere effettuato entro 60 giorni dalla notifica altrimenti si procederà all'ingiunzione fiscale che comporta ulteriori oneri aggiuntivi: 15 euro di spesa di istruttoria-notififica più gli interessi di mora giornalieri. Insomma rispetto alla cifra iniziale (l'imposizione varia tra i 15 e i 30euro), si verrebbe a pagare una somma praticamente raddoppiata. 

Ma il comitato No Gabelle annuncia battaglia e avverte che - contro il provvedimento - saranno presentati nuovi ricorsi oltre ai 300 già pendenti presso la commissione provinciale di Pisa. Il comitato, attraverso l'avvocato Flavio Nuti (con studio a Volterra), si sta già organizzando per questa nuova battaglia legale. Alla base della quale resta il convincimento che coloro ai quali viene richiesto il contributo non hanno tratto un effettivo beneficio fondiario che dovrebbe derivare, appunto, dalle opere di bonifica.  L'avvocato Nuti ricorda che ci sono già 300 cartelle impugnate davanti alla commissione provinciale di Pisa che «ad oggi non si è' ancora pronunciata». E ciò per la mole di lavoro che gli uffici devono sbrigare anche se - avverte il legale - «siamo fiduciosi che l'esame dei ricorsi possa concludersi in autunno».

«Sul punto - continua Nuti - l'orientamento che la commissione ha avuto fino ad oggi è quello di accogliere i ricorsi dei contribuenti ritenendo che il presupposto impositivo non sia fondato sull'effettivo beneficio fondiario che dovrebbe derivare dalle opere di bonifica». E aggiunge: «Tra l'altro la recente giurisprudenza di Cassazione ha ammesso la possibilità di presentare ricorsi collettivi nei confronti dei consorzi, cosa che permette di sopperire alle carenze di una class action che nel nostro ordinamento non ha mai avuto una concreta applicazione».  Dunque, chi ritiene che sia ingiusto pagare il contributo perché non ne trae un evidente miglioramento fondiario, può rivolgersi al comitato che in questi giorni è già al lavoro per predisporre i ricorsi, anche cumulativi, contro il nuovo avviso di pegamento (recapitato tramite raccomandata). Chi volesse maggiori informazioni - ricorda infine Nuti - può visitare il sito internert www.noconsorzidibonifica.org. Prossimamente, anche in bassa Val di Cecina, saranno convocate delle assemblee aperte a tutti i cittadini interessati.

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