Il Tirreno

Ieri il commiato di allievi e colleghi. Un po’ d’emozione e tanti ricordi. «Che cosa farò adesso? Hobby e lettura»

Ultima campanella per due storici prof

 Alessandro Bientinesi
Ultima campanella per due storici prof

Dopo 40 anni vanno in pensione Vinicio Giannotti e Daniela Vallini del liceo Fermi

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CECINA. Per 40 anni è suonata sempre uguale, ma per due storici insegnanti di Cecina la campanella di ieri mattina è stata diversa: quella, infatti, è stata l'ultima dopo decenni di servizio. Daniela Vallini e Vinicio Giannotti, infatti, vanno in pensione. «Ho provato a non emozionarmi per tutta la mattina, ma è stato davvero difficile - ammette Daniela Vallini, insegnante classe 1949 di latino e storia - la cosa che mi mancherà di più? Sicuramente il rapporto con i ragazzi. Quando entravo in classe e chiudevo la porta, io che ho avuto sempre un carattere un po' schivo, riuscivo ad essere me stessa, molto più aperta. Adesso avrò più tempo libero, credo che farò dei corsi di pittura e seguirò anche dei corsi di lingua inglese». Originaria di Castello di Querceto ma trasferitasi a Rosignano (suo padre era operaio in Solvay e per farla studiare al liceo classico decise di spostarsi con tutta la famiglia), dopo la maturità in quattro anni arriva la laurea in lettere classiche all'università di Pisa, 1974. «Dopo alcuni anni alle medie e alle magistrali, sempre a Cecina - spiega Vallini - nel 1979 vinsi il concorso e ottenni la cattedra all'istituto magistrale. Ho insegnato storia e latino passando al pedagogico e, infine, al liceo scientifico dove ho insegnato negli ultimi 15 anni».  Vinicio Giannotti, classe 1950 figlio di un falegname e di una casalinga, dopo i primi studi in quel di Riparbella e Cecina, si laurea nel 1974 all'università di Pisa in filosofia. «Per l'esattezza una tesi sull'esistenzialismo francese» precisa. Dal 1975 inizia a insegnare storia e filosofia a Cecina e, dopo una parentesi livornese (al Cecioni e al Niccolini) inizia la sua lunga carriera al Fermi. «Emozione? In particolare per un gruppo di ragazzi che si sono diplomati anni fa e che oggi (ieri, ndr) sono venuti a trovarmi - spiega -. Per il resto ero preparato a questo momento. Sono sereno e, almeno per l'anno prossimo, continuerò a curare il premio Fermi».

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