Attenzione
TUTTI IN FILA
La pipì in galleria
Danilo Fastelli
2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Dieci chilometri a passo d'uomo sull'A12 direzione sud dall'area di servizio Savalano, dove per fortuna avevamo fatto sosta per comprare l'acqua, al casello di Rosignano. La nostra via crucis comincia alle 11,45 quando le quattro frecce delle auto che precedono si accendono all'improvviso indicando che da quel punto in poi il traffico gia intenso si è del tutto paralizzato. Tutti in coda nel sabato incastrato tra il maltempo dei giorni scorsi, che deve aver alimentato in molti la voglia di mare, e la chiamata alle urne per i referendum. E infatti la processione di auto mostra una grande varietà umana. Su un'utilitaria scalcinata un gruppo di giovani a torso nudo con la musica alta cantano e ballano forse per non pensare che a quell'ora avrebbero già dovuto essere al mare. C'è una giovane coppia su una station wagon carica di bagagli e con l'adesivo "bimbo a bordo" che litiga: la partenza non è stata delle più intelligenti. Due anziani fanno le parole crociate, un signore in giacca e cravatta legge sull'ipad, una signora tedesca su un'auto sovraccarica di bici fa cantare i biondissimi figli per niente annoiati. Nel tunnel del pipistrello una ragazza scende dall'auto, si accuccia dietro lo sportello e fa la pipì. Sono le 13,20 e al casello manca un chilometro. Se finora abbiamo potuto godere dell'arietta all'odor di tubo di scappamento nel percorrere quei 50 metri di spazio libero che il lento serpentone recuperava ogni cinque minuti, ora siamo fermi del tutto. Se le auto potessero stare una sopra l'altra qui potrebbe sorgere una piramide egizia. Al casello finalmente si scorge uno slargo liberatorio. La testa del serpente si scontra sui varchi del telepass. La casellante gentilmente spiega che funziona un solo varco. Ecco parte del problema. Ma oltre il casello l'incubo ricomincia all'ingresso dell'Aurelia in direzione Roma. Una volta raggiunta la statale si incontra un gigantesco cantiere. Il traffico marcia su una carreggiata, le auto procedono lentissime su un'unica corsia. Viene voglia di stringere la mano a qualcuno e fargli i complimenti: un dirigente dell'autostrada, il direttore dei lavori del cantiere, l'amministratore della strada statale, il ministro dei trasporti. Ma per fortuna mentre i volti dei signori in giacca e cravatta scorrono nella testa offuscata dall'overdose dei gas pestilenziali, la strada si riapre su due corsie, il traffico torna normale. Sono le 13,45.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
