Il Tirreno

Don Reno e i ritardi nelle liste d’attesa

«E' grave la risposta dell'Asl a quel pensionato»

Il Comitato per l'Ospedale
«E' grave la risposta dell'Asl a quel pensionato»

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 CECINA. Il Comitato per l'ospedale, animato da don Reno Pisaneschi, interviene sui ritardi nelle liste d'attesa.  I numeri dicono molto di più delle parole, non sempre tuttavia in casi come nel nostro sono assai eloquenti: 89 milioni di euro è il peso delle fughe sul bilancio annuale dell'Asl: sono cifre che fanno pensare per il loro peso sulle finanze pubbliche. Se invece la malattia è insistente e pericolosa la premessa è solo una riflessione che sorge dopo la lettura di quanto accaduto al signor Antonio Lombardi di 62 anni, pensionato e ranger per passione (Tirreno 8/06/2011): chi ha il coraggio di schierarsi in opposizione a lui? Per tre volte gli è stata confermata la diagnosi di "aneurisma all'arteria vertebrale", i pericoli non sono né pochi né lievi. Chiunque avrebbe agito e chiesto come e quanto lui.  Rimane però un grosso problema: la risposta della Asl al paziente è spaventosamente grave perché coonesta la trascurata organizzazione sanitaria in materia adducendo motivi che nessun impiegato di Monterotondo accetterebbe se si trattasse di un proprio figlio o anche solo di un lontano parente: «Lo specialista di Firenze, che da un anno deve dare al paziente una risposta, viene a Livorno ogni quindici giorni, un mese, controlla gli esami e garantisce un tot di operazioni l'anno». La Asl fa questo tipo di convenzioni a numero chiuso infischiandosi poi se il malato crepa? Siamo fuori dal mondo e da ogni capacità logica! Signori, cosa avreste fatto per un vostro figlio?  Voi avete in obbligo morale, ma credo anche giuridico di inviare il paziente ad altro specialista a spese della Asl stessa perché rientra nei famosi 30 giorni che sono un metro di giudizio sul buon funzionamento delle disposizioni dirigenziali circa l'organizzazione dei servizi per la salute e per assegnare con giustizia assoluta meriti e demeriti.  Così un tempo aveva stabilito l'allora assessore Rossi, oggi governatore in Toscana. Il vostro stipendio lo paga e lo ha già pagato anche il sig. Lombardi mentre aspetta ancora una risposta sulla sorte della sua salute. Datevi una dritta.

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