Il dolore
L’APPELLO AL VOTO
Il sì una scelta di democrazia
Alessandro Franchi (sindaco di Rosignano)
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Domenica e lunedì giugno i cittadini italiani sono chiamati a votare 4 referendum popolari sui temi dell'acqua, del nucleare e della giustizia. Come sindaco sento il dovere di ricordarvi l'importanza dell'appuntamento, facendo mio, con orgoglio, il richiamo alla virtù civile dell'esercizio del diritto dovere di voto che è venuto in questi giorni dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.
Questo è prima di tutto un appello a difendere uno strumento di partecipazione fondamentale per il nostro ordinamento, garantito dalla Costituzione. Secondo il meccanismo previsto per l'istituto del referendum abrogativo, chi voterà sì esprimerà la propria volontà di cancellare la norma contenuta nel testo del quesito. Anche la posizione che esprimo da cittadino è di votare con convinzione quattro volte sì. I quesiti che troveremo scritti nelle quattro schede non riguardano aspetti marginali della nostra esistenza; sono piuttosto incentrati sulla qualità che vogliamo dare alla nostra vita, sull'uso equo e democratico delle risorse primarie, sul pianeta che vogliamo lasciare, sulla nostra volontà di farci governare secondo regole di uguaglianza e democrazia valide per tutti, compreso per chi governa.
Siamo chiamati a decidere sul nostro futuro e su quello delle generazioni che stanno crescendo, come cittadini italiani e abitanti del mondo; possiamo permetterci di non cogliere un'occasione simile? Ecco perché voterò quattro sì. Un sì per impedire la costruzione di centrali nucleari; per una scelta razionale, non ideologica e pregiudiziale nei confronti del governo in carica ma perché quella del nucleare è una scelta legata ad una tecnologia ormai vecchia, antieconomica e soprattutto non accompagnata da un serio piano di gestione delle scorie radioattive. Ambiente, salute e futuro per le nuove generazioni non sono temi su cui scherzare. Due sì servono per impedire la privatizzazione dell'acqua, bene pubblico e risorsa di tutti noi. L'acqua deve restare un bene accessibile a tutti i cittadini con un servizio che consenta il massimo della qualità e della sicurezza, a tariffe eque, con una tariffa sociale ed una più alta per chi la spreca, nella consapevolezza che si tratta di un bene scarso e indispensabile. Due sì per ribadire la necessità di una gestione scrupolosa del servizio idrico e del suo controllo pubblico.
Infine, un sì per dire che da cittadini uguali davanti alla legge, come sancito dall'art. 3 della Costituzione, non tolleriamo più la creazione di leggi ad personam. Nessuno può godere di immunità assoluta. Abbiamo la possibilità di esercitare direttamente il nostro diritto ad essere ascoltati per il tramite del referendum. Se il vostro pensiero è diverso, avvaletevi dell'esercizio del voto ed esprimete la vostra differente posizione: questa è la democrazia. L'importante è che non abbandoniamo le nostre prerogative di cittadini, rischiando di divenire sudditi. Andiamo liberamente a votare.
Questo è prima di tutto un appello a difendere uno strumento di partecipazione fondamentale per il nostro ordinamento, garantito dalla Costituzione. Secondo il meccanismo previsto per l'istituto del referendum abrogativo, chi voterà sì esprimerà la propria volontà di cancellare la norma contenuta nel testo del quesito. Anche la posizione che esprimo da cittadino è di votare con convinzione quattro volte sì. I quesiti che troveremo scritti nelle quattro schede non riguardano aspetti marginali della nostra esistenza; sono piuttosto incentrati sulla qualità che vogliamo dare alla nostra vita, sull'uso equo e democratico delle risorse primarie, sul pianeta che vogliamo lasciare, sulla nostra volontà di farci governare secondo regole di uguaglianza e democrazia valide per tutti, compreso per chi governa.
Siamo chiamati a decidere sul nostro futuro e su quello delle generazioni che stanno crescendo, come cittadini italiani e abitanti del mondo; possiamo permetterci di non cogliere un'occasione simile? Ecco perché voterò quattro sì. Un sì per impedire la costruzione di centrali nucleari; per una scelta razionale, non ideologica e pregiudiziale nei confronti del governo in carica ma perché quella del nucleare è una scelta legata ad una tecnologia ormai vecchia, antieconomica e soprattutto non accompagnata da un serio piano di gestione delle scorie radioattive. Ambiente, salute e futuro per le nuove generazioni non sono temi su cui scherzare. Due sì servono per impedire la privatizzazione dell'acqua, bene pubblico e risorsa di tutti noi. L'acqua deve restare un bene accessibile a tutti i cittadini con un servizio che consenta il massimo della qualità e della sicurezza, a tariffe eque, con una tariffa sociale ed una più alta per chi la spreca, nella consapevolezza che si tratta di un bene scarso e indispensabile. Due sì per ribadire la necessità di una gestione scrupolosa del servizio idrico e del suo controllo pubblico.
Infine, un sì per dire che da cittadini uguali davanti alla legge, come sancito dall'art. 3 della Costituzione, non tolleriamo più la creazione di leggi ad personam. Nessuno può godere di immunità assoluta. Abbiamo la possibilità di esercitare direttamente il nostro diritto ad essere ascoltati per il tramite del referendum. Se il vostro pensiero è diverso, avvaletevi dell'esercizio del voto ed esprimete la vostra differente posizione: questa è la democrazia. L'importante è che non abbandoniamo le nostre prerogative di cittadini, rischiando di divenire sudditi. Andiamo liberamente a votare.
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