Il Tirreno

Marina di Castagneto. Scomparsa del ponte, viabilità, gestione dei pozzi e del depuratore

Il Comitato dei Molini non ci sta

Un momento dei lavori sul fosso dei Molini
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Un momento dei lavori sul fosso dei Molini

Chiesto un incontro urgente col sindaco: «E faremo una perizia»

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 CASTAGNETO. Ci sono state prima un'interrogazione del Pdl, poi una petizione. Che però hanno ottenuto solo, come effetto, una risposta del sindaco. E stavolta il Comitato dei Molini chiede un incontro in tempi brevi con Fabio Tinti sui lavori di urbanizzazione di Marina e la messa in sicurezza del fosso.  «Ci aspettiamo risposte chiare e soluzioni percorribili - dice a nome del comitato Anna Grasso - non il solito faremo, provvederemo ecc. L'operazione complessiva appare fuori da ogni logica nelle dimensioni e nelle modalità, per cui sarà nostra cura approfondire alcuni aspetti tecnici tramite perizia, per valutarne eventuale incongruenza e usarla in caso di contenzioso. Però a noi interessa trovare una soluzione che permetta se non la permanenza del ponte (quasi impossibile con gli argini attuali), almeno la sua sostituzione, eventualmente cambiandone l'ubicazione, comunque garantendo il mantenimento dei diritti di tutti i cittadini che qui risiedono o lavorano e dei turisti. Il problema coinvolge l'intera comunità poiché si avrebbe un peggioramento generale sotto il profilo della viabilità e della sicurezza, cosa gravissima soprattutto in vista dell'affluenza estiva. Tutto ciò andrebbe quindi a riflettersi negativamente anche sul turismo».  Grasso prosegue nel dettaglio: «Visto che, con la soppressione del ponte rimarrebbe una sola via d'accesso a tutta l'area del Casone e anche alla stessa frazione di Marina, la giunta ha pensato a un'alternativa? Si sono valutate le conseguenze che si andrebbero a creare in caso di danneggiamento del ponticello all'altezza della "Torinella", già gravemente compromesso dal continuo passaggio di mezzi pesanti che hanno operato per la messa in sicurezza idraulica? Ha valutato le condizioni pessime del fondo stradale, le dimensioni ridotte del ponte e della strada? Automezzi anche pesanti che operano nella zona del Casone userebbero di continuo la medesima via d'accesso, con tutto quello che ne può derivare. Anche in questo caso, vi siete posti il problema?».  Sul passaggio di mezzi pesanti Grasso fa presente che «tra il Casone e il depuratore risiedono diverse imprese (florovivaistica, riparazione veicoli pesanti, laboratorio artigianale, rimessaggio roulotte e deposito e vendita di legname) che utilizzano mezzi pesanti anche oltre i 300 quintali a pieno carico con lunghezza fino a 18 metri, oltre alla normale attività dei mezzi agricoli, operanti da sempre nella zona».  «Avendo avuto la via del Casone già in passato - aggiunge Grasso - un utilizzo come via di esodo e soccorso per manifestazioni, concerti ecc., avete valutato l'impossibilità futura di tale utilizzo?  Grasso chiede poi altri chiarimenti sulla gestione dell'acqua potabile e dei pozzi e sulla depurazione delle acque: «Nel primo caso c'è un chiaro pericolo nella difficoltà di approvvigionamento in seguito all'aumento di presenze, con il pericolo in caso di trivellazioni per nuovi pozzi di infiltrazioni saline che pregiudicherebbero anche l'utilizzo degli altri pozzi esistenti, con gravi ripercussioni ambientali. Poi la questione annosa della depurazione. Possibile che non si riesca a gestire un ampliamento urbanistico senza tenere conto dei problemi esistenti?».

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