Sicurezza
Addio ai vecchi consigli di frazione
Niente voto: dopo il flop si studiano nuove forme di partecipazione
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Niente più urne e cittadini chiamati a votare i prescelti di partiti politici o associazioni; al loro posto la costituzione di un'assemblea di frazione aperta alla quale potrà semplicemente iscriversi chi vorrà occuparsi dei problemi del territorio.
Si tratta di una delle principali proposte scaturite dalla commissione consiliare presieduta da Michele Bianchi per modificare il regolamento di partecipazione del quale facevano parte i Cdf. Il rinnovo dei Consigli di frazione doveva avvenire dopo l'elezione a sindaco di Alessandro Franchi; tra dimissioni di massa e decadenze per mancanza di partecipazione da parte degli eletti, il consiglio comunale ha deciso di rivedere il regolamento di questo importante organismo di rappresentanza e partecipazione.
«L'idea sarebbe, una volta redatto il documento che dovrà scaturire dalla commissione, indire un consiglio comunale aperto per poi andare a votare l'atto di indirizzo che porterà alla modifica del Regolamento». Intanto è terminato il giro di consultazione dei sette Cdf uscenti: «un confronto necessario dove sono state messe al vaglio le proposte scaturite in questi mesi dalla commissione consiliare e quelle avanzate dagli stessi componenti del Cdf». L'idea sarebbe quella di ricalcare ciò che sta avvenendo a Vada «ossia andare a costituire un'assemblea di frazione alla quale ogni cittadino potrà aderire. Quindi, all'interno di questa assemblea, ogni membro potrà votare un nucleo di persone che rappresenteranno l'assemblea stessa».
Insomma sarà la stessa Assemblea ad organizzarsi al suo interno, a costituire gruppi di lavoro, a fissare le riunioni. Lo stesso organismo potrà dividersi tra assemblea a partecipazione ordinaria per gli atti di consuetudine come la presentazione dei bilanci comunali, ed assemblea a partecipazione straordinaria ossia relativa ad esempio ad un progetto di lavoro pubblico: riqualificazione di una piazza, di un lungomare o realizzazione di edifici.
«In quest'ultimo caso - prosegue Bianchi - la proposta sarebbe quella che il percorso di partecipazione della cittadinanza sia individuato dalla stessa assemblea di frazione assieme all'Amministrazione comunale che dovrà presentare il progetto. L'obiettivo di questa rivisitazione del Regolamento è quello di far partecipare più persone possibile alle scelte future. Convocherò l'ultima seduta della commissione portando le proposte avanzate dopo la consultazione dei Cdf». «Dopodiché l'idea sarebbe quella di un consiglio comunale aperto prima di dare mandato agli uffici di modificare il regolamento».
Si tratta di una delle principali proposte scaturite dalla commissione consiliare presieduta da Michele Bianchi per modificare il regolamento di partecipazione del quale facevano parte i Cdf. Il rinnovo dei Consigli di frazione doveva avvenire dopo l'elezione a sindaco di Alessandro Franchi; tra dimissioni di massa e decadenze per mancanza di partecipazione da parte degli eletti, il consiglio comunale ha deciso di rivedere il regolamento di questo importante organismo di rappresentanza e partecipazione.
«L'idea sarebbe, una volta redatto il documento che dovrà scaturire dalla commissione, indire un consiglio comunale aperto per poi andare a votare l'atto di indirizzo che porterà alla modifica del Regolamento». Intanto è terminato il giro di consultazione dei sette Cdf uscenti: «un confronto necessario dove sono state messe al vaglio le proposte scaturite in questi mesi dalla commissione consiliare e quelle avanzate dagli stessi componenti del Cdf». L'idea sarebbe quella di ricalcare ciò che sta avvenendo a Vada «ossia andare a costituire un'assemblea di frazione alla quale ogni cittadino potrà aderire. Quindi, all'interno di questa assemblea, ogni membro potrà votare un nucleo di persone che rappresenteranno l'assemblea stessa».
Insomma sarà la stessa Assemblea ad organizzarsi al suo interno, a costituire gruppi di lavoro, a fissare le riunioni. Lo stesso organismo potrà dividersi tra assemblea a partecipazione ordinaria per gli atti di consuetudine come la presentazione dei bilanci comunali, ed assemblea a partecipazione straordinaria ossia relativa ad esempio ad un progetto di lavoro pubblico: riqualificazione di una piazza, di un lungomare o realizzazione di edifici.
«In quest'ultimo caso - prosegue Bianchi - la proposta sarebbe quella che il percorso di partecipazione della cittadinanza sia individuato dalla stessa assemblea di frazione assieme all'Amministrazione comunale che dovrà presentare il progetto. L'obiettivo di questa rivisitazione del Regolamento è quello di far partecipare più persone possibile alle scelte future. Convocherò l'ultima seduta della commissione portando le proposte avanzate dopo la consultazione dei Cdf». «Dopodiché l'idea sarebbe quella di un consiglio comunale aperto prima di dare mandato agli uffici di modificare il regolamento».
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