Il dolore
50 minuti dall'ospedale al ponte
Alessandro De Gregorio
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Auto in coda sulla 206, a sinistra uno scorcio della carreggiata nord della Variante e la situazione in via della Torre Traffico paralizzato nel primo controesodo della stagione
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CECINA. Prima, seconda, stop. Frizione, gas, frizione, stop. Saranno contenti parecchi meccanici, sicuramente la giornata di ieri ha accorciato i tempi di usura di migliaia di veicoli. Mai visto un traffico simile ai primi di giugno, sulla dorsale tirrenica e a Cecina in particolare. Qualche numero? Cinquanta minuti tondi tondi alle sei del pomeriggio, il momento più critico, per coprire un chilometro scarso: la distanza che corre (beh, corre per modo di dire...) tra l'ospedale e la rotonda del ponte sul fiume. E ancora: due ore e mezzo per mangiarsi, un metro alla volta, i 54 chilometri che separano Piombino da Cecina. Chi scrive si è messo al volante alle 16,15, appunto da Piombino, ed è giunto sotto la redazione di via della Circonvallazione alle 18,45. Normalmente ci vogliono quaranta minuti. E' stata un'esplosione di traffico quella che ieri ha paralizzato la Variante, poi anche la vecchia Aurelia, quindi la 206, pure lo stradone della Torre a Vada, quello che congiunge la frazione alla 206. E che infine ha bloccato tutte le vie della città. In centro e a Marina. Tra gli automobilisti che giungevano da sud, al Cedrino in molti hanno provato a deviare in via dei Parmigiani o in via Terra dei ceci per sbucare su via del Paratino e riallacciarsi alla rotonda dell'ospedale. Tutto inutile. Anche qui ormai le strade erano tutte imbottigliate. Del resto chi ha provato a restare sull'Aurelia al Palazzaccio non ha avuto miglior sorte. E' stato come se nello stesso momento tutti gli automobilisti avessero deciso di mettersi in macchina e tornare a casa. Un po' complice di questo sincronismo è stato il maltempo. Al primo scroscio d'acqua chi era in spiaggia ha riposto l'asciugamano nello zaino e infilato le chiavi nel cruscotto. E così si sono ritrovati tutti, niente affatto allegramente, a intasare le vie del controesodo. Tutti, compresi i circa trentamila turisti sbarcati dall'isola d'Elba. Il momento peggiore come dicevamo è stato intorno alle 18, quando più o meno nello stesso momento ci sono state due emergenze. Una trentaseienne pratese si è sentita male. In coda sulla Variante nella zona dove stanno costruendo il nuovo casello, quindi all'altezza di Vada, la donna è stata vittima un attacco di panico. E' stata soccorsa dai volontari della Pubblica assistenza. Altri volontari si sono diretti al Malandrone, sulla 206, dove un'auto con quattro persone era finita fuori strada. Il bilancio è di un solo ferito, peraltro lieve. E se alle 17,30 erano 12 i chilometri di coda sulla Variante, a ritroso dall'innesto dell'A12 fino alla California, quei chilometri sono diventati più di 20 un'ora dopo, con la coda che aveva raggiunto San Vincenzo nord. Pattuglie agli incroci? Non pervenute. In serata la situazione è tornata lentamente alla normalità. Ma a mezzanotte è stata chiusa la Variante nel tratto da Vada a Palazzi. Anche questa non è una bella notizia.
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