Sicurezza
Progetti frenati da ricorsi e polemiche. E a Monteverdi, dopo un esposto, indaga la Procura
Brusco stop nella corsa all'eolico
Rino Bucci
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Un parco eolico in attività e, a fianco, una protesta a Riparbella Proroga di 6 mesi a Riparbella, problemi di espropri per Montescudaio
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CECINA. Il vento è cambiato, tanto per ricorrere ad un facile gioco di parole. Dopo anni di referendum, polemiche e proclami si sgonfia l'entusiasmo per l'energia eolica. Sommate sono ben 38 le torri - tutte sopra i 100 metri - che vigileranno sulle colline della Bassa val di Cecina e dintorni. Quattro i progetti più importanti: alcuni hanno già ottenuto la valutazione d'impatto ambientale, altri sono all'autorizzazione unica, qualcuno deve ancora iniziare. In generale, tutti avanzano con il freno a mano tirato, qualche ricorso al Tar e il morale che si è abbattuto contro il decreto legislativo 28/2011. Un documento che ridimensiona (anche fino al 30 per cento) gli incentivi per chi costruisce un impianto eolico. Cala l'appeal. Montescudaio. È stato il precursore, il primo tra i Comuni della zona a credere nell'energia di Eolo. Non senza far discutere. A catapultare il borgo sulle pagine della cronaca nazionale fu l'idea del vulcanico sindaco Aurelio Pellegrini: pensò alla consultazione popolare prima di avviare l'iter burocratico. In verità i referendum furono due: uno per decidere sull'eolico e l'altro per scegliere il progetto. Alla fine la commessa andò alla Green energy di Pordenone: 8 pale di 140 metri nella zona compresa tra Poderini, Santa Maria e Pianette per una produzione totale di 16 Mw. Era il 2007. Ad oggi di torri non se ne vede l'ombra. «Certo che andiamo avanti, non ci fermiamo davvero - assicura il sindaco - la procedura è in fase di discussione. Abbiamo avuto qualche problema per via degli espropri sui terreni. Preferiamo essere lenti, ma inattaccabili. Mi spiego: molti Comuni vicini hanno avuto ricorsi al Tar e beghe legali per i loro progetti; non ci vogliamo trovare in queste situazioni. Certo è un peccato che gli incentivi siano abbattuti dallo Stato. Ripercorrerei la strada dell'eolico? Sicuro. Anzi, nella stessa zona ci è stato proposto un mega fotovoltaico. E dico che siamo interessati. Potrebbe essere un'area dedicata all'energia pulita». Riparbella. Il progetto della European Wind Farms Italy aveva ottenuto l'autorizzazione unica il 20 maggio 2010 e sarebbe decaduto il dopo un anno se la società in extremis non avesse chiesto una proroga di sei mesi (concessi quattro) perché il «progetto esecutivo è ancora in fase di definizione». Non è tutto; il Comune di Riparbella non ha ancora redatto il piano di classificazione acustica necessario al via dei lavori. «Abbiamo avuto degli intoppi - spiega il sindaco Ghero Fontanelli - in più la società ha subìto tre ricorsi diversi al Tar che saranno discussi a giugno. Aspetteranno di avere le sentenze anche perché le banche vogliono garanzie da questo punto di vista. Comunque andiamo avanti, anche se gli incentivi sono diminuiti». Insomma, per il sindaco le 10 pale (20 Mw) da 120 metri sui poggi Casone e Lecceta non sono in discussione. Difficile però che garantiranno i 300mila euro l'anno preventivati. Monteverdi. Sulla scia di Montescudaio anche a Monteverdi nel 2007 si pensò al referendum sulle pale. Oggi, il piano proposto dall'Enel per sette mega torri da 140 metri e 16 Mw di potenza sul monte Canneto - sebbene sia in fase di Via (valutazione impatto ambientale) - si è arenato nelle secche della Procura. Il documento porta in calce molte firme (soprattutto cacciatori) e ha l'appoggio del vicino Comune di Pomarance. Alla base delle critiche c'è il fatto che l'impianto verrà costruito su di un terreno a forte rischio frane. Santa Luce. «La fattoria eolica» sembra più vicina rispetto alle altre: si ipotizza che entro la fine dell'anno i lavori possano essere avviati. Sarà uno degli impianti più grandi in Toscana con le sue 13 torri da 26 Mw. Tutto l'iter previsto dalla Regione è stato approvato ora non resta che al proponente mettere sul terreno ciò che sulla carta c'è già. Per mettersi a soffiare, Eolo dovrà avere un altro po' di pazienza.
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