La manifestazione
I disagi causati da un blocco centrale del sistema informatico
Poste, i computer vanno in tilt Code e proteste un po' ovunque
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Una fila in un ufficio postale 2 MINUTI DI LETTURA
CASTIGLIONCELLO. La prima telefonata di protesta arriva in redazione alle 10.30. Da Castiglioncello. All'altro capo del filo c'è un turista. Molto arrabbiato: «Ho fatto un'ora di fila - racconta - per sentirmi dire che i terminali sono guasti». «Il motivo? Il personale allo sportello mi ha detto che c'è stato un blackout in tutti gli uffici postali della zona e i bollettini son dovuto andare a pagarli in tabaccheria. Ma le sembra normale? Che razza di servizio è?» Passano pochi minuti e di telefonate ne arriva un'altra. Stessa segnalazione. Stessa zona. Stavolta è una donna a protestare. In realtà il problema è ben più ampio: il blackout ha interessato un po' tutta la provincia a macchia di leopardo. Ma il guasto è addirittura nazionale. Le spiegazioni poco importano a chi ha passato delle ore in fila, aspettando il proprio turno, ignaro che la coda sarebbe stata del tutto inutile. C'è chi non ha potuto pagare i bollettini di luce e telefono, chi non ha potuto inviare una raccomandata e chi non è riuscito a riscuotere la pensione. Disagi e proteste a Rosignano, a Cecina, a Vada... A Livorno caos negli uffici postali di Stagno, di piazza Dante e di via Cairoli, con file di chilometri. Tanto che alcuni cittadini hanno addirittura chiamato i carabinieri. Tutto sembra sia da addebitare a un blocco nazionale del sistema computerizzato. I disagi si sono presentati ovunque. «È un fenomeno che da un po' di tempo si ripete all'inizio di ogni mese - spiegano alcuni cittadini -. I sistemi elettronici vanno in tilt, o almeno così ci hanno spiegato i dipendenti, e diventa impossibile, o molto lungo, effettuare una qualunque operazione agli sportelli».
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