Il Tirreno

La fragilità dei giovani? Comincia dagli adulti Lo sguardo di don Marco

La fragilità dei giovani? Comincia dagli adulti Lo sguardo di don Marco

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CECINA. Quando, nel dicembre scorso, don Marco Fabbri è tornato a Cecina per guidare la parrocchia del Duomo, ha subito creato una pagina su Facebook per i suoi fedeli. Oggi ha 233 "amici", soprattutto giovani. «Faccio un uso sobrio degli strumenti di comunicazione più nuovi, ma non li evito - dice - così come ha fatto Giovanni Paolo II con la televisione: mentre in tanti la demonizzavano, lui ha saputo usarla per far arrivare il suo messaggio». Don Marco ha 47 anni. Riuscire a comunicare con i giovani è una delle sfide che lo impegnano quotidianamente da quando, dopo 17 anni, è tornato a Cecina, un centro che, dice il parroco, in questo tempo «ha subito una forte urbanizzazione e che, nonostante la crisi, esprime una forte vitalità, a partire dalla capacità imprenditoriale ma anche sul fronte delle numerose associazioni di volontariato».  Don Marco, quali sono le emergenze sociali che vive la città? «A Cecina si vivono, in scala, i problemi che incontriamo a livello nazionale. Mi riferisco alla difficoltà economica diffusa e alla fragilità delle famiglie. Una fragilità che si ripercuote sull'educazione delle nuove generazioni».  Quali sono i maggiori disagi che vive la comunità cecinese? «Sono la casa e il lavoro. Certo non vanno sottovalutati altri disagi, come il problema dell'alcol e della droga. Non mancano poi situazioni di vera miseria, non solo economica. Durante la visita che noi parroci facciamo ogni anno alle famiglie osserviamo situazioni di solitudine che rivelano un bisogno che va oltre i problemi economici: l'uomo ovviamente non ha solo necessità fisiche, ma ha bisogno di un "perché" nella sua vita». Come sta reagendo la comunità al difficile momento di crisi economica? «La crisi economica sta toccando da vicino strati sociali della popolazione prima lontani dal "bisogno". Le nostre strutture di solidarietà, come la Casa di accoglienza, il Centro di ascolto, la Misericordia, fino a due anni fa erano prevalentemente luogo di riferimento per extracomunitari. Adesso bussano sempre più cittadini di Cecina che non riescono ad arrivare in fondo al mese. A fronte di questo però c'è una forte tradizione di solidarietà che si esprime sia attraverso il tempo che le persone mettono a disposizione degli altri nelle molte forme di volontariato, sia attraverso le offerte di denaro e generi alimentari che continuamente perviene nella parrocchia. Recentemente due persone hanno addirittura messo a disposizione le loro seconde case per aiutare persone che stavano vivendo un problema di emergenza abitativa. Per venire incontro alle urgenze, come il pagamento delle bollette o degli affitti, abbiamo la possibilità di attingere anche a fondi dell'8 per mille».  Quale messaggio vorrebbe dare ai giovani che attraversano una forte crisi di valori? «Dovremmo innanzitutto chiederci se questa crisi di valori riguarda in primis il mondo giovanile o quello adulto. Un giovane di per sé ha sempre voglia di cercare cose grandi e importanti per il loro cuore. Forse abbiamo poca stima dei giovani, della loro voglia di credere, di sperare e di amare. Vedo l'esempio del rapporto che aveva con loro Giovanni Paolo II: essi correvano a lui e lui gli proponeva cose apparentemente fuori moda, come la croce, il sacrificio, la rinuncia. La radicalità non spaventa i giovani. A spevantarli è il vuoto, il nulla».  La Chiesa è stata investita da scandali, come quello dei preti pedofili. Cosa vorrebbe dire ai fedeli su questo? «Il problema è complesso quanto doloroso. Forse questa esperienza porterà anche ad una pulizia interna e ad una maggiore umiltà, come spesso è avvenuto nella storia della Chiesa sempre bisognosa di purificazione. Anche se dovremo continuare fare i conti con il peccato e la fragilità umana. Mi sembra che la Chiesa stia facendo il possibile per affrontare il problema, sia in un'azione di prevenzione, attraverso una più attenta selezione del clero, sia intervenendo sui singoli casi e collaborando sulle istituzioni dello Stato.

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di Redazione web