Il Tirreno

De Bari (Cambio): «Le parole di Agostini sono fuori luogo»

«Assistenzialismo sì, ma per pochi»

«Assistenzialismo sì, ma per pochi»

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«Sul turismo assurdo scarica barile della giunta». Lo sostiene Francescalberto De Bari, consigliere comunale del Cambio. «Le dichiarazioni dell'assessore Agostini che accusa gli imprenditori e operatori turistici di "inadeguatezza" - attacca De Bari - suonano stridenti nel momento in cui si va verso l'introduzione della tassa di soggiorno. Non è certo con questa imposta che si cambia la mentalità degli operatori, che si incentiva chi ha voglia di investire su strutture e servizi di qualità. Infatti si colpiscono indistintamente gli operatori seri e quelli che vivono di rendita. Anzi, le seconde case e il "nero" non vengono tassati». 

Per De Bari «si lamenta l'assessore che suoi tentativi di fare sistema non abbiano avuto successo: vero, dal momento che la riunione convocata dall'assessore è andata deserta, vista l'assenza degli operatori. Ma il fallimento è il frutto di mancanza di credibilità ed autorevolezza, la prima delle qualità di un'amministrazione».  E si arriva all'accusa di assistenzialismo fatta da Agostini. «L'assessore accusa di assistenzialismo gli imprenditori per lavarsi le mani del nulla di fatto: purtroppo non si rende conto che così perde ogni residua possibilità di coinvolgere gli operatori seri che ci sono. Non per polemica, ma per realismo, bisogna dire che su queste basi è difficile che Agostini possa continuare a svolgere il ruolo di assessore al turismo in modo proficuo.

Poi, di quale assistenzialismo sta parlando? Verso chi? Verso tutti o verso qualcuno "più uguale degli altri"? Verso Armunia forse? Verso associazioni di comodo che pagano 1800 euro l'anno per un parco dove si fanno attività commerciali? Verso stazioni balneari alle quali sotto campagna elettorale si garantiscono ripascimenti inutili senza fare interventi strutturali?».  De Bari conclude così. «Purtroppo né l'infaticabile "assessore alle feste", né l'amministrazione si pongono i problemi veri, a cominciare dal fatto che il turismo di qualità si fa a partire dalle scelte urbanistiche. Ma urbanistica a Rosignano, si sa, vuol dire solo H5, cioè speculazione bella e buona, cementificazione bella e buona, operazione ad uso e counsumo delle Coop "politicamente contigue", quelle che, guarda caso, stanno costruendo la biblioteca da sette milioni di euro».

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