Il Tirreno

Un anno per aver colpito la suocera con un'accetta

L’accetta sequestrata dai carabinieri il 23 dicembre scorso a Rosignano
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L’accetta sequestrata dai carabinieri il 23 dicembre scorso a Rosignano

Non voleva far ricoverare la fidanzata tossicodipendente: condannato

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 ROSIGNANO. Un anno di reclusione per aver aggredito la suocera con un'accetta. E nessuna sospensione condizionale. E' la condanna inflitta dal giudice Beatrice Dani al cagliaritano Christian Muscas, 22 anni, residente a Firenze e domiciliato a Rosignano dove si trova ristretto agli arresti domiciliari. La sera del 23 dicembre scorso il giovane era finito alle Sughere, i carabinieri lo avevano arrestato con l'accusa di lesioni personali aggravate. Al culmine di una lite con la suocera il giovane, armato di un'accetta, aveva colpito alla testa la donna, che d'istinto aveva sollevato un braccio per ripararsi ricevendo così il colpo con il manico e ferendosi a una mano e al petto.  Stando a quanto raccontò la donna ai militari tutto era cominciato da quando la figlia, tossicodipendente,. era andata a convivere con Muscas. I genitori della ragazza, disperati per le condizioni in cui la figlia era costretta a vivere e le precarie condizioni di salute della stessa, volevano farla entrare in un centro di recupero per tossicodipendenti ma avevano sempre trovato un ostacolo sia in lei che in lui. Quella sera l'ennesima discussione si concluse con il ferimento della suocera.  Il processo di primo grado si è concluso ieri in tribunale a Livorno. Il pubblico ministero Gabriele Marcello ha chiesto una condanna a due anni e due mesi. Nei confronti di Muscas (difeso dall'avvocato Massimo Eleuteri) il giudice ha optato per una condanna più mite, un anno appunto, negando però la concessione del beneficio della sospensione. Tra sessanta giorni la motivazione. A.d.G.

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