Il dolore
«Nessun pericolo per il fiume»
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Il fiume Cecina viola-nero, come appariva domenica mattina All'origine della macchia nera la perdita da una vasca di concime
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MONTESCUDAIO. Nessun pericolo per il fiume Cecina. La macchia nero violacea che ha creato allarme domenica non ha danneggiato la fauna ittica, né provocato inquinamento. A rassicurare gli animi è l'Arpat di Pisa, attraverso un comunicato stampa arrivato in redazione alle 13.04 di ieri. Nella stessa nota Arpat chiarisce anche di essere stata a conoscenza del fenomeno fin dal sabato pomeriggio, su segnalazione della polizia provinciale, e di aver effettuato i campionamenti di acqua. L'ispezione, effettuata alla presenza della polizia provinciale, ha consentito di individuare l'azienda responsabile dell'inquinamento e di chiarire le modalità del'accaduto. È stato infatti riscontrato che presso un'azienda locale - la Ginori Lisci di Querceto - «che effettua digestione anaerobica di materiale organico finalizzato alla produzione di energia si era verificata la rottura accidentale di una guarnizione da una vasca di stoccaggio del materiale digerito. Si sono riversate nel fiume Cecina alcune decine di metri cubi di rifiuto liquido provocando la colorazione anomala delle acque». I tecnici Arpat hanno provveduto ad effettuare rilievi fotografici e a prelevare campioni nel fiume Cecina, a monte e a valle dell'immissione, e del refluo stesso. Terminate le operazioni di verbalizzazione sono rientrati in sede intorno alle 23. I campioni acquisiti sono stati inviati al laboratorio per le analisi. «Non sono stati effettuati ulteriori campionamenti la domenica - spiega ancora Arpat - perché sono stati ritenuti sufficienti i campioni già prelevati il sabato. La polizia provinciale, contattata domenica mattina, ha riferito che la situazione stava evolvendo senza evidenti pericoli imminenti per la fauna ittica e che la colorazione stava lentamente tornando alla normalità». Insomma, tutto è bene quel che finisce bene. Peccato che tra Arpat e amministrazioni comunali ci sia stato un corto circuito di comunicazione durato ben due giorni. Domenica, infatti, e ieri mattina gli assessori dei due comuni interessati, Cecina e Montescudaio, hanno lavorato in proprio, con mezzi e uomini della protezione civile. Non essendo riusciti - come conferma Fabrizio Landi di Montescudaio - a contattare né l'Arpat né la Forestale. Il primo contatto è avvenuto ieri in tarda mattinata. Ormai a cose fatte. Alla faccia del coordinamento. M.M.
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