Sicurezza
Imprese, investimenti al palo
Angela Feo
Mentre sono sempre di più le famiglie costrette a ricorrere ai risparmi
3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Gli investimenti delle imprese sono fermi al palo. Mentre gli indebitamenti delle famiglie aumentano sensibilmente. Sono i segni tangibili degli anni della crisi. A fotografare questa evoluzione sono i dati del bollettino statistico di Bankitalia che, nell'ambito delle analisi del primo trimestre 2011, riassumono i movimenti di depositi e impieghi bancari. Per la Bassa val di Cecina, Bankitalia ha registrato le attività degli sportelli dei Comuni di Cecina e di Castagneto Carducci. Numeri che leggiamo e interpretiamo insieme a Fabrizio Mannari, direttore della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci. Risparmi. A marzo scorso, la somma depositata nelle banche della provincia di Livorno era pari a 3 miliardi e 402 milioni di euro, 53 milioni di euro in meno rispetto all'anno precedente. Nel Comune di Cecina si registra invece una situazione di sostanziale stabilità: i risparmi sono passati da 339 milioni di euro a 335. Un aumento del 10% invece quello di Castagneto Carducci: da 84 milioni di euro a 93. «Si tratta di dati senz'altro indicativi ma parziali - spiega Mannari - perché non tengono conto degli investimenti a medio e breve termine in obbligazioni bancarie che, a causa del momento di grande incertezza, sono diminiuti. Tanti hanno dunque depositato i risparmi in conti correnti e libretti». I dati registrati dalla Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci registrano nel primo trimestre del 2011 un aumento dei depositi del 4%, mentre nel 2010 l'incremento è stato del 19%. «C'è da dire che banche piccole come la nostra beneficiano di un rapporto di fiducia con i cittadini che gli porta a depositare presso i nostri sportelli i propri risparmi». Impieghi. Quanto agli impieghi (mutui, prestiti, affidamenti, conti correnti e leasing) Bankitalia registra su scala provinciale un aumento del 12,8%, con punte del del 15% a Cecina e del 29% a Castagneto Carducci. Un dato, quello di Castagneto Carducci, che, spiega Mannari «è probabilmente influenzato da uno a due operazioni di grandi dimensioni a livello imprenditoriale». Cecina resta il Comune nella provincia di Livorno dove Bankitalia registra il più alto numero di impieghi bancari con 776 milioni di euro. I dati della Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci non sono troppo in linea con quelli di Bankitalia. Al primo trimestre 2011 parlano di un incremento degli impieghi del 4%. È del 9% l'aumento degli impieghi dal 2009 al 2010. Mentre fino al 2008 gli impieghi aumentavano di una del 20-25% all'anno. Famiglie e imprese. Leggere il dato degli indebitamenti a senso unico sarebbe un errore. Il dato assume un significato diverso per le famiglie e per le imprese. Come conferma anche Mannari «sempre più famiglie fanno ricorso al credito bancario per l'acquisto di beni di consumo e talvolta anche per coprire le necessità urgenti in attesa dello stipendio di fine mese». La richiesta di impieghi bancari da parte delle imprese però ha un significato ben diverso. «Fino al 2008 le aziende locali avevano un'attività di investimenti molto sviluppata - spiega Fabrizio Mannari - e dunque ricorrevano al capitale a prestito. In due anni la situazione è molto cambiata. Le imprese non si rivolgono al sistema bancario per investire il capitale in innovazione tecnologica o per operazioni di rinnovamento, ma principalmente per rinegoziare i debiti che hanno già. Questo ha evidenti ripercussioni anche sui posti di lavoro». La situazione delle imprese varia a seconda dei settori. Mentre resta è ancora in crisi il commercio (a causa della stagnazione dei consumi privati), si rilevano miglioramenti nel settore dell'agricoltura (legato soprattutto alla ripresa delle esportazioni vinicole) e dell'edilizia immobiliare. Per l'anno in corso si può ipotizzare una sostanziale stabilità per il settore turistico ricettivo - continua Mannari - Ma la ripresa che si registra in generale è debole. E dunque vale il principio della cautela».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
