Il Tirreno

IL CASO BIBBONA

Paolo Bertolini   (Comitato per il Sì, Cecina)

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IL CASO BIBBONA Dai parrocchiani una difesa senza senso  La difesa da parte di un gruppo di parrocchiani del prete di Bibbona "accusato" di aver partecipato a un festino gay e sadomaso con l'attuale vescovo vicario di Firenze monsignor Maniago è tanto cieca e incondizionata quanto priva di senso logico. Alla presunzione di innocenza essi sostituiscono la certezza dell'innocenza, fondata non sulla prova che il fatto contestato non è mai avvenuto, ma sulle qualità personali del suo autore (prete generoso e stimato), come se queste fossero valide a escluderne la "colpevolezza". Non entrando nel merito dei fatti contestati, dimostrano di non essere interessati a sapere se il proprio parroco è veramente così integro come affermano: temono evidentemente che la verità possa mettere in discussione le loro comode certezze. Ma mentre il dubbio alimenta la ragione, dunque la libertà morale dell'individuo, le certezze annichiliscono le coscienze, e possono condurre al fanatismo. Provino dunque a ragionare insieme a me sui fatti, e a farsi qualche domanda:  1) È più credibile Paolo Chiassoni, che ha ricostruito l'episodio nell'ambito di un'inchiesta giudiziaria che neanche lo riguardava, senza alcun apparente interesse a dichiarare il falso, oppure il parroco che, costretto a difendersi, nega il tutto? 2) A quale titolo la parrocchia versò al Chiassoni ben 4 milioni di lire dopo l'incontro a sfondo sessuale? 3) La Procura di Firenze ha ritenuto credibile la ricostruzione, dunque l'ha riscontrata e comprovata. 4) La magistratura vaticana, non certo nota per particolare premura nell'indagare su vicende come queste, ha aperto un'inchiesta.  Se fossi cattolico e parrocchiano del signor Giovannini pretenderei da lui risposte puntuali su questi punti e gli suggerirei di dimostrare la sua innocenza citando in giudizio per diffamazione il signor Chiassoni, in modo che sia un processo a stabilire la verità sui fatti. Altrimenti, anziché essergli solidale, lo inviterei a dimettersi e a convertirsi a una chiesa cristiana non sessuofoba e omofoba come quella cattolica. Andrea Ciandri (Cecina) LETTERA APERTA Rossi faccia chiarezza sulle bollette Tia  Lettera aperta al presidente della Regione, Enrico Rossi.  Ho raccolto segnali di preoccupazione da alcuni enti pubblici centrali con sedi periferiche ricadenti nel perimetro di servizio Asiu in ordine alla modifica introdotta dai Comuni del comprensorio all'art. 15 del regolamento Tia. Mi riferisco alla norma che prevede l'applicazione di una sanzione del 2,5% nei primi 30 giorni di ritardato pagamento e che al 31º giorno scatta al 30%. Ritengo che la norma intenda ragionevolmente riferirsi, nelle intenzioni dei Comuni che hanno introdotto la modifica de quo, alle sole utenze non domestiche di tipo commerciale al fine di evitare speculazioni e arbitraggi di sorta. Tuttavia gradirei poter aver conferma scritta da codesta Azienda in ordine a tale ragionevole interpretazione riservandomi, se ciò non fosse possibile, di porre la questione ai vostri enti proprietari. Mi permetto altresì di suggerire una modifica volta a inserire meccanismi di maggiore gradualità dell'aliquota sanzionatoria legata al fine di incentivare comportamenti di ravvedimento operoso dei soggetti che hanno ritardato il pagamento.  La stessa proposta di modifica è stata fatta dal consiglio comunale di Piombino rimandando l'approvazione del regolamento e recependo il decreto Tremonti sullo sviluppo economico. Benito Gragnoli (Pdl Castagneto) OSPEDALE La riorganizzazione come la vediamo noi  L'Idv è attento osservatore delle operazioni di riorganizzazione dell'ospedale di Cecina e intende ascoltare le proposte dei cittadini per verificare il grado di soddisfazione e l'eventuale denuncia di disservizi, promuovendo la diffusione di un questionario e utilizzando banchetti in prossimità dell'ospedale. Riteniamo che la riorganizzazione per intensità di cure sia un metodo da applicare tenendo conto della realtà socio sanitaria locale e da valutare con appositi criteri individuati non solo dalla dirigenza Asl ma anche dalla conferenza dei sindaci e dalla Società della salute.  A nostro parere la riorganizzazione ospedaliera dovrebbe prevedere: 1) formazione continua e coinvolgimento del personale; 2) informazione dettagliata per i cittadini; 3) piano di assunzioni per il personale necessario; 4) maggiori investimenti sui servizi territoriali da concordare con Sds; 5) verifica delle capacità, efficienza e produttività di tutto il personale, a partire dalla dirigenza; 6) verifica dei risultati anche in seno alla Sds e, in caso di necessità, introdurre proposte migliorative, tenendo conto delle proposte dei medici di famiglia e della Sds; 7) attuazione del Pal per una programmazione strategica concordata con gli enti locali; 8) attuazione del contratto di servizio (attraverso la concertazione tra Sds, amministrazioni locali e Asl) e controllo della effettiva realizzazione per l'efficacia del sistema sanitario locale; 9) incremento di risorse per il funzionamento dei consultori familiari.  Punti critici attuali: 1) pronto soccorso e guardia medica: verifica criticità e adeguati interventi e programmazione dei servizi per il periodo estivo. 2) Liste di attesa e Cup: intervento per migliorare le criticità. Potenziamento dei Cup di Cecina e Rosignano. Riportare il Cuptel nell'ospedale di Cecina. Riapertura di un punto informativo nell'ingresso dell'ospedale. Controllo rapporto liste di attesa con attività di libera professione. 3) Medici di base in rete per prenotazioni diretta prelievi; specialisti e infermieri sul territorio in collaborazione con i medici di famiglia; laboratori con specialisti di riferimento (malattie circolatorie, diabete, tiroide ecc.) in collaborazione con medici di famiglia. 4) Concorso per il primario di ginecologia. 5) Piano di assunzioni di personale al più presto per evitare l'impoverimento delle risorse di assistenza territoriale e la ricaduta delle dimissioni brevi sulle famiglie. 6) Verifica immediata dei reparti nella prima fase di funzionamento per intensità di cure con particolare riferimento all'accorpamento di chirurgia e ortopedia, di medicina e cardiologia e al reparto di riabilitazione funzionale che assorbe personale specializzato a scapito delle liste di attesa di fisioterapia. Il consiglio comunale in accordo con la Sds e con l'Asl 6 dovrebbe aprire un tavolo di approfondimento e di verifica sull'attuazione degli obiettivi dell'attività di prevenzione, settore di grande importanza per il miglioramento della qualità della vita e per ridurre l'incidenza della spesa sanitaria.  La realizzazione, infine, degli obiettivi previsti per la sicurezza sui luoghi di lavoro meritano un adeguato approfondimento, in coordinamento con gli enti preposti al controllo (azienda sanitaria, Inail, Ispettorato del lavoro). Giuseppe Gallelli (coordinatore Idv Cecina) REFERENDUM Votiamo anche senza il quesito sul nucleare  Forse in questi giorni alla Camera si scriverà per l'ennesima volta uno dei più tristi passaggi della vita democratica della Repubblica: la maggioranza, costretta da un altro voto di fiducia, approverà una "moratoria" sul nucleare al solo dichiarato scopo di non far esprimere il popolo sovrano sul referendum contro il nucleare. Il Comitato per il Sì di Cecina invita tutta la cittadinanza a essere più forte e andare a votare anche nel caso in cui non ci fosse il quesito sul nucleare: rimarrebbe comunque un quesito sul "legittimo impedimento" e due quesiti contro la privatizzazione dell'acqua. Vogliamo inoltre esprimere grande soddisfazione per l'accoglienza che i cittadini ci danno ogni volta che facciamo un banchetto elettorale. Stiamo organizzando un'importante serata di confronto e dibattito per la sera del 9 giugno con la partecipazione del senatore Pancho Pardi, Luca Cefisi della segreteria nazionale del Psi e altri ospiti.

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