Il Tirreno

Gli assessori Ghezzani e Landi prendono i campioni d’acqua da soli. «E Asl e Arpat dove sono?»

Il fiume Cecina si colora di viola-nero

Maria Meini
Il fiume nella zona delle basse, a Montescudaio e una bottiglia di acqua (foto di Anna Maria Bondani)
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Il fiume nella zona delle basse, a Montescudaio e una bottiglia di acqua (foto di Anna Maria Bondani)

Allarme inquinamento tra Saline e Montescudaio, forse uno scarico organico

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 CECINA. Lo spettacolo è desolante. Sotto il sole l'acqua del fiume vira dal viola al marrone-verde fino al nero. Da lontano sembra melma o materiale di scarto della lavorazione delle olive. Poi, man mano che ti avvicini il colore è sempre più denso, il fondo oscurato.  Il verde degli alberi, platani e faggi, che si affacciano sulla riva riflette delle ombreggiature violastre. Nessun odore. Nessuna traccia di olio. Una chiazza che si allarga e si espande. La segnalazione è arrivata ieri mattina all'assessore Fabrizio Landi di Montescudaio. L'ha chiamato un cacciatore intorno alle 10. «Il fiume è viola!», ha urlato al telefonino. È così lungo tutto il tratto sopra Casino di terra, nel comune di Guardistallo, ma forse già da sotto Saline di Volterra, fino alle Basse di Montescudaio. Una quindicina - venti chilometri che corrono su un letto d'acqua stremato: a volte il fiume si restringe in torrente e fluisce veloce, in mezzo a un greto sassoso sempre più ampio.  Il timore di un inquinamento chimico si unisce alla paura che la chiazza arrivi al mare. Da Montescudaio l'allerta arriva a Cecina. E si mette in moto la protezione civile. Vengono avvertiti carabinieri, vigili urbani, Asl e Arpat. «Ma la domenica non si fanno prelievi...» ironizza l'assessore Michela Ghezzani, che ha la delega alla protezione civile per il Comune di Cecina e per tutta la mattina ha battuto in lungo e in largo il fiume insieme al collega di Montescudaio sul fuoristrada della Prociv. Così, armati di bottiglie di plastica, i campioni li hanno raccolti i due assessori. Sbotta Landi: «È possibile che in questi casi non si sappia chi chiamare? E che la domenica non ci sia nessuno? Ti rispondono solo le segreterie registrate dei centralini; fino a lunedì non c'è niente da fare. E se c'è un'emergenza?»  In questo caso l'emergenza c'è. E dura fino al primo pomeriggio. Anche se al momento l'ipotesi più accreditata è che si tratti di inquinamento organico. «Potrebbero essere concimi o fertilizzanti - azzarda Ghezzani -. Naturalmente dovranno essere le analisi di laboratorio a dare un responso ufficiale. Ma l'impatto visivo, il colore, l'assenza di odore e la consistenza fanno pensare che sia proprio un caso del genere».  Ipotesi convalidata da un esperto incontrato casualmente. Racconta Ghezzani. «Stamani (ieri, ndr) mentre facevamo il sopralluogo lungo il fiume a Casino di terra, abbiamo incontrato un professore dell'Università di Ferrara che stava facendo uno studio con un gruppo di studenti italiani e spagnoli per l'Erasmus. Ci ha detto che già il giorno prima aveva segnalato la macchia scura subito sotto Saline. E secondo lui il fenomeno potrebbe essere legato proprio ad uno scarico di natura organica. Ci ha dato anche una spiegazione sull'assenza di odore: il fatto che il Cecina è in secca, ed ha una portata e una velocità molto limitate, produrrebbe un processo di autofiltrazione in automatico. La sostanza si deposita sulle ghiaie e sotto il terreno e in qualche modo si autopurifica. Noi ci auguriamo che sia così e soprattutto confidiamo nella barriera della Steccaia, che spesso ha funzionato da "argine" anche in caso di alluvioni».  Ieri, per tutta la mattina e il pomeriggio, la Steccaia, che segna il confine tra Montescudaio e Cecina, è stata infatti al centro del monitoraggio della Prociv. La chiazza nera ha cominciato a rarefarsi nella parte a monte («sopra Casino di terra - dice ancora Ghezzani - a mezzogiorno e mezzo era già quasi scomparsa») ma fino al primo pomeriggio a Montescudaio il problema continuava.  «Per noi la cosa - assicura l'assessore cecinese - non finisce qui. Anche se è materiale organico e quindi meno preoccupante, l'inquinatore va trovato e denunciato. Seguiremo le indagini e i campionamenti di Asl e Arpat, poi decideremo il da farsi». Non è escluso che i due comuni sporgano denuncia contro ignoti alla Procura.  

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