Il Tirreno

Castello Pasquini in un vortice di lingue e di colori

Chiara Castaldi
La giuria e uno scorcio del pubblico ai mondiali di danza
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La giuria e uno scorcio del pubblico ai mondiali di danza

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 CASTIGLIONCELLO. Mentre gli alberghi sono tutti al completo, il Castello Pasquini si è trasformato in un villaggio olimpico. È la sensazione che si avverte facendo un giro in questi giorni nel parco della tenuta castiglioncellese. I campionati mondiali di danza, in programma fino a domani, hanno trasformato uno dei luoghi più amati da residenti e turisti in un cuore pulsante di emozioni, allegria, delusioni, euforia, sconforto, frenesia, momenti di riposo.  Un turbinìo di sentimenti che si sovrappongono e si confondono fra le diverse lingue, fra gli atleti che aspettano la propria esibizione passando in fretta coi vestiti di scena, quelli che ballano sul palco, quelli che hanno già gareggiato o aspettano il proprio turno aggirandosi a gruppetti nel parco con la tuta, ognuna del colore della nazione. C'è chi, aspettando il proprio turno fa il tifo per gli amici di squadra, con cori e striscioni. Chi invece fra un allenamento e l'altro pranza ai tavoli allestiti nella zona sud del parco: con i compagni di squadra cercando di allentare la tensione con scherzi e risate, con la famiglia per chi si ricarica col conforto di una mamma e la "bizza" di un fratellino minore, mai così apprezzata. Ma si possono incontrare gruppi di ballerini anche in piazza e nei dintorni; si riconoscono per l'abbigliamento sportivo o i colori delle nazioni, per la loro disciplina e compostezza. E per quell'aria determinata e gioiosa tipica di chi pratica uno sport a livello agonistico, anche se dilettantistico.  Tante le presenze in questa versione multicolore del Castello Pasquini, che sebbene abituato agli eventi artistici anche di rilievo è nuovo a manifestazioni del genere. C'è orgoglio e soddisfazione per chi è del posto nel vedere il proprio territorio capace di dare ospitalità a una varietà così ampia di persone per provenienza, cultura, lingua, ma anche per ruolo. Già, perché non ci sono solo gli atleti e le atlete; ci sono le famiglie, gli allenatori, gli operatori, le autorità.  All'ingresso si è accolti da hostess in divisa, sulla destra un chiosco di gelati e dolci. Proseguendo si incontrano alcuni stand di attività e negozi della zona: Confcommercio, una parrucchiera, un negozio di prodotti per capelli, un fotografo, aziende agricole; più avanti la tensostruttura permanente, uno degli spazi per le esibizioni; dalla parte opposta altre tensostrutture montate per l'occasione dove si svolgono altre gare. C'è anche il point di un'agenzia di lavoro. Più in là tavoli e panche di legno dove sedersi per mangiare i cibi presi al self service; altri tavoli e sedie sono dove c'è la birreria.

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