Il Tirreno

«Ingessati dai piani dei Comuni»

Alessandra Bernardeschi
Il ministro alle infrastrutture Altero Matteoli. Accanto, un momento dell’iniziativa al teatro di Rosignano
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Il ministro alle infrastrutture Altero Matteoli. Accanto, un momento dell’iniziativa al teatro di Rosignano

Il direttore della Solvay: ma siamo motivati svilupparci nel territorio

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ROSIGNANO. Recuperare il rapporto tra industria Solvay e cittadini attraverso la conoscenza e promuovere la consapevolezza che la chimica contribuisce fattivamente allo sviluppo ambientale ed economico di un territorio migliorando la qualità della vita. Questo il messaggio lanciato agli studenti che ieri mattina hanno riempito il teatro di Rosignano nell'ambito dell'iniziativa "Porte aperte". Un'iniziativa promossa da Solvay, alla quale era presente il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. L'impegno assunto dall'azienda per il futuro è quello della sostenibilità, ossia «sviluppare la nostra presenza - ha dichiarato il direttore dello stabilimento Solvay Michele Huart - in armonia con le altre economie del territorio». Una fabbrica, quella di Rosignano, che il prossimo anno festeggerà il suo secolo di vita e che ha avuto, come ha detto la Huart, «un passato fulgido». Più preoccupazioni sono state invece esternate per quanto riguarda la situazione attuale e futura. Sul piatto della bilancia c'è ancora «una crisi senza precedenti». Il direttore ha ricordato il Progetto Rosignano «il cui iter dura ormai da 10 anni». Poi riferendosi anche a Tirrenica ed alle tubature che passano nell'area «le difficoltà infinite a far convivere le nostre infrastrutture con l'ammodernamento delle infrastrutture pubbliche» ed infine «i piani strutturali dei comuni che ci stanno ingessando». Insomma, pur rimarcando la volontà dell'azienda di investire sul territorio, il futuro è «costituito da luci ed ombre, anche se il parco industriale di Rosignano è pronto a raccogliere le sfide del mercato». È spettato a Gianfranco Simoncini, assessore regionale al lavoro, puntualizzare l'iter sul progetto Rosignano: «Si tratta del secondo progetto - ha detto - il primo fu respinto perché non lasciava libera la zona costiera dagli insediamenti industriali. Su questo secondo progetto, la Regione si è dichiarata disponibile. Stiamo attendendo che la Edison rilanci l'investimento. La Regione è intenzionata a consolidare la presenza industriale a Rosignano». Il ministro Matteoli ha rimarcato come proprio lo stabilimento Solvay abbia investito molto sull'ambiente e come, anche grazie all'accordo di programma «la Solvay rappresenti un concreto esempio di fabbrica che investe nella ricerca e nello sviluppo sostenibile». Un accordo di programma che ha permesso il riutilizzo delle acque dei depuratori di Cecina e Rosignano, di sostituire le celle a mercurio, ma che «deve trovare una nuova sintesi» ha detto l'assessore all'ambiente della Provincia di Livorno Nicolò Nista, mentre l'assessore all'ambiente della Provincia di Pisa, Valter Picchi, ha ricordato le problematiche relative agli emungimenti. Il sindaco Alessandro Franchi ha sottolineato l'importanza di iniziative «come questa per riaffermare il rapporto di credibilità ed affidabilità tra azienda e territorio perché non possiamo permetterci di perdere l'industria».

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