Il Tirreno

Tunnel abbandonato e incompiuto

Mario Moscadelli
Da sinistra: le aiuole costruite dal Comune con misure sbagliate, la centralina utilizzata da Arpat per le misurazioni del rumore, gli alberi tagliati lungo l’Aurelia e la rotatoria di via Gigli
◗
Da sinistra: le aiuole costruite dal Comune con misure sbagliate, la centralina utilizzata da Arpat per le misurazioni del rumore, gli alberi tagliati lungo l’Aurelia e la rotatoria di via Gigli

Nuove piante, aiuole, barriera anti-rumori e rotatoria: chi l'ha visto?

3 MINUTI DI LETTURA





 ROSIGNANO. Per molti rosignanesi quella di domani è una data speciale. Ma non colorata di rosso come le festività, bensì di nero. Il 29 maggio di due anni fa, infatti, s'inaugurava il sottopasso ferroviario di via Forlì, sinonimo soprattutto di proteste, disagi e clamorosi intoppi, prima e dopo l'apertura. E a due anni distanza sono ancora tanti gli interventi prescritti da fare.  E per questo il comitato cittadino, coordinato da Ezio Bientinesi e che racchiude una ventina di famiglie del quartiere dei Palazzoni, non molla la sua battaglia: in questi giorni sono state spedite alla giunta e ai capigruppo 7 lettere. Sette come i problemi ancora aperti. Ad oggi, infatti, il tunnel - al centro di un contenzioso tra Comune e Ferrovie per il mancato transito dei pullman - sembra abbandonato, nonostante ci siano da compiere diversi interventi, alcuni molto importanti.  Sos rumori. L'Arpat ha depositato la relazione sui controlli fonometrici eseguiti la scorsa estate in via Agostini. «La relazione - spiega Bientinesi - evidenzia come di notte, a causa del traffico nel tunnel, ci sia uno sforamento dei decibel rispetto ai limiti imposti dal piano di classificazione acustica del Comune. È uno sforamento minimo, ma c'è una precisa prescrizione nel progetto: ovvero, che nel caso di valori superiori al consentito si dovesse intervenire con la costruzione di una barriera acustica».  Zero piantumazione. Ma a preoccupare di più i cittadini sono i ritardi nella ripiantumazione. «Il posizionamento degli alberi abbattuti in via Agostini, via Moro, via Forlì e via Aurelia è un'altra delle prescrizioni. Si tratta di centinaia di piante, necessarie per mitigare l'impatto ambientale della Solvay e dei tubi di scarico delle macchine». Un caso particolare riguarda via Agostini: qui, infatti, il Comune ha sbagliato a costruire le aiuole che avrebbe dovuto accogliere il verde. «Il Comune ha sbagliato le misure, nonostante ci fosse già un progetto corretto di Ferrovie. L'amministrazione, invece, ha fatto di testa sua, combinando un disastro. Inoltre, la prescrizione prevede il ricollocamento di 36 alberi e non di 18 come vorrebbe fare il Comune».  Distrutte aiuole storiche. E pensare che per Ferrovie non c'èra bisogno di fare delle nuove aiuole. «Esatto - continua Bientinesi - visto che si potevano mantenere quelle vecchie in mattoncini rossi, tra l'altro caratteristici del quartiere. E invece sono state distrutte senza un motivo».  La falda scende. Altro vincolo finora non mantenuto è stesura della relazione sui rilievi alla falda acquifera eseguiti dal geologo Massimo Melani. «Misurazioni necessarie, visto che queste case non hanno le fondamenta e allora il livello della falda è importante per la stabilità degli immobili. Da quanto abbiamo visto con degli strumenti comprati in proprio, la falda si è abbassata di almeno un metro».  Passaggio pedonale. «In una riunione con vigili urbani e amministrazione comunale - continua Bientinesi - fu deciso di realizzare, alla sinistra dei posti auto, un apriporta di 90 centimetri, che avrebbe funzionato anche da passaggio pedonale. Ma niente, non è stato fatto nemmeno questo».  La rotatoria. Altro aspetto sempre in sospeso è la realizzazione della rotatoria tra via Vittorio Veneto e via Gigli: oggi la rotonda è sempre disegnata con quei contenitori di plastica bianche e rossi.  Quel tubo tombato. «Durante i lavori il Comune ha coperto con una soletta di cemento una tubazione, di proprietà Solvay, per l'irrigazione degli orti. Ora questo tubo ora si è rotto ed è impossibile ispezionarlo. Solvay si è già interessata del caso, altrimenti dovremmo farlo noi chiedendo i danni all'ente».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze