Sicurezza
Un rito buddista per salvare i cavalli dal macello
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Un momento del rito buddista al maneggio di Gabbro 2 MINUTI DI LETTURA
ROSIGNANO. Un rito buddista per salvare i cavalli destinati al macello e celebrare così il loro ritorno alla vita. Ad occuparsi della cerimonia è stato il maestro dell'istituto tibitano Lama Tzong Khapa di Pomaia, il lama Ghesce Tenzin Tenphel, mentre gli animali sono di David Bassi, addestratore di cavalli, ora al lavoro a Gabbro. Bassi non è nuovo ad iniziative di questo tipo: da tempo è animatore insieme alla compagna Monica Citti dell'associazione onlus Aquila Nera. Una realtà che si occupa del recupero di cavalli problematici, destinati al macello, rieducandoli attraverso un mix di filosofia buddista e tecniche di monta dei nativi d'America. Oggi Aquila Nera ha sede a Gabbro. «Con questo rito officiato dal lama Ghesce Tenzin Tenphel - spiega Bassi - si è ufficializzato un luogo dove vengono liberati i cavalli destinati a morte certa. Un culto simile si ritrova anche nelle comunità dei nativi d'America». Davanti al piccolo altare di legno - costruito nel punto indicato dal lama Ciampa Monlam un anno prima - il monaco, fasciato nel suo abito tradizionale, ha officiato la cerimonia di buon auspicio seguendo il un'antica formula buddista che predica il rispetto degli animali. «I mantra e gli insegnamenti di Buddha sono stati rispettati da tutti i presenti. Poi, il lama ha liberato i cavalli spargendo il riso sul terreno e guidando uno di loro (Napoleone) attorno all'altare». Anche le telecamere di "Striscia la notizia", programma in onda su Canale 5, hanno filmato il rituale (andrà in onda giovedì prossimo). «Questa splendida giornata - conclude Bassi - è stata anche l'occasione per presentare a tutti Sole e Eagle, gli ultimi puledri nati da due cavalli salvati dalla macellazione». R.B.
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