Il Tirreno

Sotto la lente la sicurezza del carico

Mario Moscadelli
A fianco Luciano Bargigli travolto e ucciso dalle lastre di granito cadute dal camion A destra la disperazione di Sandro Mallegni, l’autista del mezzo pesante
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A fianco Luciano Bargigli travolto e ucciso dalle lastre di granito cadute dal camion A destra la disperazione di Sandro Mallegni, l’autista del mezzo pesante

Nel mirino l'ancoraggio delle lastre di granito al rimorchio. Indagato l'autista

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 CASTELLINA. È il posizionamento di quel carico al centro delle indagini sulla morte di Luciano Bargigli, l'ex fornaio empolese di 78 anni, travolto e ucciso l'altra sera sull'Emilia da una trentina di lastre di granito scivolate giù dal rimorchio di un tir. Al momento è stato iscritto nel registro degli indagati (come da prassi) solo l'autista, Sandro Mallegni, 38 anni di Viareggio.  Anche ieri gli agenti della polizia stradale, guidati dal comandante della sottosezione di Cecina Salvatore Ripa, hanno analizzato le varie componenti del mezzo - di proprietà di una ditta intestata al padre dell'autista - e il materiale caduto nel tratto di 206 tra il Malandrone e Le Badie.  Da quanto emerso dalle prime analisi, c'è più di un sospetto sulla corretta sistemazione del carico. O meglio: le lastre di granito erano sì legate con delle catene, ma sarebbe mancato l'ancoraggio del materiale al rimorchio. Operazione, quest'ultima, a garanzia della stabilità della merce trasportata e comunque prevista per legge. Dunque, sarebbe stata un'imperizia a determinare l'improvviso crollo del granito, che ha travolto l'auto di Bargigli che proveniva in senso opposto. Al momento, comunque, questa resta un'ipotesi, visto che il pubblico ministero che si sta occupando del caso - Luca Masini della Procura di Livorno - disporrà nei prossimi giorni una serie di perizie per capire nel dettaglio le cause del crollo. Probabilmente si farà anche un sopralluogo nel deposito di Querceta, dove è stata caricata la merce. Tuttavia, la prassi prevede che la sistemazione del carico sul camion sia di competenza dello stesso autista.  Indagini poi sono sul perché le catene che imbracavano il granito abbiano improvvisamente ceduto e se la quantità trasportata fosse entro i limiti, ovvero 462 quintali. In questo senso sarà fatta una pesatura sommando alle lastre rimaste sul rimorchio quelle cadute sull'asfalto. In caso di irregolarità a finire nei guai qui sarà la ditta committente.  E la velocità? Mallegni, quando è successo la tragedia, procedeva a 57 chilometri all'ora: qui ne sono consentiti 60. Inoltre, è risultato negativo all'alcoltest. Sempre in prognosi riservata Marta Alderighi, 76 anni, moglie del pensionato morto.

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