Il Tirreno

Il camionista, 38 anni di Viareggio, non si è accorto che il carico stava per cadere sull’auto

«Ditemi che non l'ho ucciso io»

«Ditemi che non l'ho ucciso io»

Sotto choc l'autista del tir: «Conosco questa strada a memoria»

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 CASTELLINA. «Vi prego, ditemi che non è vero. Ditemi che non ho mai percorso quella curva». Sandro Mallegni, autista di 38 anni di Viareggio, è seduto sull'asfalto, con la schiena appoggiata a una delle ruote del sul tir. Ha lo sguardo fisso nel vuoto. È sotto choc e ripete le stesse parole: «Maledetto camion».  Mallegni aveva caricato quelle lastre di granito a Querceta, in provincia di Lucca. Poi si era messo in marcia: direzione Roma. Per raggiungere la capitale aveva scelta la strada regionale 206, conosciuta soprattutto per gli autovelox. «È 17 anni che percorro questo pezzo di Emilia - spiega l'autista - e non mi era mai successo niente. Conosco questa strada a memoria. Se volete facciamo un giro insieme e vi dico esattamente dove sono tutte le buche e i cartelli stradali. Questo per dire che non era la prima volta che guidavo su questo asfalto. E tanto meno che affrontavo quella curva. Se andavo veloce? No. Non è per la velocità che quelle maledette lastre di granito sono scivolate giù».  Non riesce a capacitarsi Mallegni. Quando si volta verso la macchina distrutta esclama: «Ditemi che non è vero, riportami là», indicando l'abitato delle Badie. «Ditemi che ancora non sono arrivato alla curva e che no ho incrociato quell'auto». Purtroppo il suo camion ha incrociato la monovolume condotta dall'empolese proprio quando quella valanga di pietra è caduta dal rimorchio. «Non ho potuto fare niente - racconta il camionista viareggino - perché quando ho sentito il frastuono delle lastre che andavano giù era ormai troppo tardi». Ma come si spiega la perdita del carico? «È la prima volta che mi succede una cosa del genere. Le lastre sono state fissate e posizionate sul rimorchio come tutte le altre volte». Ma.Mo. ALTRO SERVIZIO A PAG. 12

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