La manifestazione
«Basta Società della salute»
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In alto Don Reno Pisaneschi, uno dei promotori dellincontro dellaltra sera nel salone parrocchiale del Duomo A fianco alcuni presenti Primo incontro cecinese del Comitato pro ospedale
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CECINA. Il Comitato civico pro ospedale si è costituito anche a Cecina. Dopo il primo incontro di lunedì al Giardino di Rosignano Marittimo, infatti, si è tenuta martedì sera nel salone parrocchiale del Duomo l'assemblea costitutiva, a cui ha assistito una trentina di persone. A fare gli onori di casa don Reno Pisaneschi, uno dei promotori del comitato civico che si vuole estendere a tutti i comuni della Bassa Val di Cecina in difesa dell'ospedale di zona, con l'obiettivo di tenere alta la guardia sui livelli di assistenza e i servizi sanitari. Presenti numerosi politici, esponenti delle liste civiche come Angela Porciani e Sacha Lucibello Piani, e ancora Alessandro Tinti e Francesco Musotto di Futuro e libertà, Francesco Villani del Pdl. In rappresentanza di Medicina democratica Maurizio Marchi. Il primo proposito, così come esposto la sera precedente a Rosignano, è quello di sensibilizzare l'opinione pubblica sui tagli e il rischio di un progressivo impoverimento della sanità locale, a scapito delle fasce più deboli della popolazione. Contro un aumento delle spese dell'apparato amministrativo e politico. Nel mirino soprattutto la Società della salute. «Questo è solo il primo incontro - ha ricordato Lucibello Piani - ne faremo molti altri, cercando di allargare sempre di più la presenza dei cittadini». Ma il primo obiettivo è già stato raggiunto: il comitato ha infatti almeno un proprio referente all'interno di ogni consiglio comunale. E in questo contesto i rappresentanti del comitato chiederanno con mozioni o ordini del giorno lo scioglimento della Società della salute, «ente inutile e costoso», come ha ricordato Angela Porciani, «che serve solo a farci spendere dei soldi e ad elargire stipendi». Don Reno ha sottolineato l'assurdità di questa organizzazione, «che costringe i rappresentanti delle associazioni di volontariato a riunioni nella sede dell'Asl di Livorno ad orari improponibili, con grave disagio». E nessuna utilità per i cittadini.
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