Il Tirreno

Il direttore dello stabilimento lancia segnali di ripresa e guarda verso altri progetti

«Non c'è solo il rigassificatore»

Mario Moscadelli
Il parco industriale Secondo la Huart si può guardare avanti con fiducia
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Il parco industriale Secondo la Huart si può guardare avanti con fiducia

Huart: «Ricordate il pvc? Siamo andati avanti lo stesso»

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 ROSIGNANO. «Il Progetto Rosignano è interessante e importante, ma vi assicuro che non è l'unico capace di consolidare la presenza dello stabilimento». Michéle Huart, direttore della fabbrica di Rosignano, esorta a guardare avanti con fiducia. Lo fa presentando l'iniziativa "Porte aperte al parco industriale", in programma sabato e domenica prossimi, e dando un aggiornamento della situazione che sta vivendo lo stabilimento di via Piave.  Huart, presente alla spiegazione dell'evento insieme a Stefano Piccoli di Solvay e a Silvia Pardossi di Ineos, attacca parlando del ruolo della chimica oggi. «Sono entusiasta - dice il direttore - di mostrare lo stabilimento alla cittadinanza, perché si potrà rendere conto che la chimica non è un problema, bensì li risolve. Una chimica che sa essere sostenibile, senza condizionare l'economia degli altri settori del territorio». Per Huart, dunque, si può guardare avanti con fiducia. «Sì. E lo dimostrano i fatti. Nonostante la crisi, abbiamo continuato ad assumere e a fare formazione. Non abbiamo garantto il turn-over al 100%, ma ci siamo andati vicino. Inoltre, non abbiamo fatto ricorso alla cassa integrazione». Ma quanti dipendenti conta oggi Solvay? «Diretti sono circa 700, per un totale di 1500 contando l'indotto», spieha Huart. E Ineos? «Siamo in 183», dice Pardossi.  Eppure la sensazione che si ha è che il futuro dello stabilimento sia legato al rigassificatore. «Il Progetto Rosignano - dice Huart - è un'opera importante e interessante. Ma non è l'unico progetto in grado di consolidare la presenza di Solvay. Ricordate il pvc? Eppure siamo andati avanti. Credo, invece, che l'acquisizione del gruppo Rodhia possa aprire scenari interessanti anche per la nostra fabbrica». Futuro che vedrebbe Huart lontana da Rosignano. «La mia carriera non ha nessuna importanza. Quello che conta davvero sono le straategie che dovranno essere messe in campo per tenere lo stabilimento di Rosignano competitivo e sul mercato. Uno stabilimento che si avvia al suo secondo secolo di vita e che potrà continuare ad essere strategico, a prescindere dal mio futuro».  L'inziativa Fabbrica aperte avrà come base il teatro Solvay. Già il teatro. Ma l'azienda cosa pensa di fare di questa struttura? «La situazione al momento è in stand-by: abbiamo altre priorità. Intanto, però, abbiamo rassicurato tutte le realtà che occupano la strutture che possono finire tranquillamente il loro anno accademico».  

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