Trasporti
«Mi connetto dunque sono»
Ma il volontariato non deve passare solo da Internet
2 MINUTI DI LETTURA
Il sito web della Protezione civile può dare la possibilità ai cittadini di essere coinvolti, di avere un ruolo significativo anche se minimo. È un'opportunità di collaborazione, un tentativo di sensibilizzazione. In una realtà in cui tendiamo a identificarci nella nostra pagina web, nel nostro profilo facebook, nella chat, Internet può divenire lo strumento per una partecipazione attiva alla gestione del territorio. Il 70% della popolazione ha accesso alla navigazione web e i social network accolgono ben 21 milioni di utenti. L'esperienza quotidiana di connessione può essere una nuova fonte di condivisione di informazioni. Ma se l'apertura di questo sito può favorire la collaborazione con le istituzioni, dall'altra parte si corre il rischio di relegare l'impegno ad un livello digitale, di sostituire una partecipazione formale ad una effettiva. Significativa la frase di Umberto Galimberti, in calce al sito stesso: «Il mondo accade perché lo si comunica», sottolinea l'importanza della comunicazione ed al contempo il rischio che essa comporta. La rete ci connette al mondo e rende possibile una collaborazione globale; la vita virtuale può però sfociare in una forma di individualismo a discapito della collettività, del volontariato. Se quindi il web permette di migliorare la gestione dell'emergenza, la necessità di un'efficace prevenzione abbinata all'intervento e collaborazione del singolo rimane la stessa: risulta ancora fondamentale un'adeguata informazione e sensibilizzazione della cittadinanza. Maurizio Morelli, Giulia Biagetti, Alessandro Cheli, Andrea Bianchi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google