Il Tirreno

Lungomare nel degrado, è protesta

Chiara Castaldi
Da sinistra: Fabio Simpatia Claudio Corrieri, Walter Caccialupi e Piero Ambrogini Sotto uno scorcio del lungomare di Rosignano Solvay oggetto della protesta
◗
Da sinistra: Fabio Simpatia Claudio Corrieri, Walter Caccialupi e Piero Ambrogini Sotto uno scorcio del lungomare di Rosignano Solvay oggetto della protesta

Gli operatori alzano la voce: «Dormo nel locale per paura di subire danni»

2 MINUTI DI LETTURA





 ROSIGNANO. Un lungomare abbandonato. Nel degrado e secondo chi ci lavora poco sorvegliato. È quello di Rosignano Solvay, conosciuto come lungomare Colombo, anche se la sua corretta denominazione sarebbe lungomare Monte alla Rena.  È vero che questa passeggiata presto (almeno sulla carta) sarà oggetto di riqualificazione da parte del Comune, ma non per questa estate. E allora gli operatori si lamentano, alzano la voce.  A scatenare le polemiche l'episodio di vandalismo della scorsa settimana, che ha colpito il bar "La Baracchina", uno dei locali che si affacciano su quel tratto di mare. Eppure questa passeggiata sarebbe un tratto strategico per lo sviluppo turistico del paese: al confine con il porto Cala de' Medici e di recente oggetto di un meeting su come valorizzarlo. Ma al momento è lasciato al degrado e, a sentire chi ha un'attività, è poco sorvegliato nelle ore notturne. E l'atto di vandalismo della scorsa settimana non sarebbe un episodio isolato. «In questa zona - dice Piero Ambrogini titolare del bar preso di mira poche notti fa - non c'è vigilanza, o almeno non è adeguata». «Un giretto in più per controllare non farebbe male», afferma Mauro Bonomo, dipendente dei Bagni Sirena. «Episodi di danneggiamenti sono capitati anche a me - ammette Fabio Simpatia titolare dei Bagni Sirena - hanno rovinato un telone, dei vasi con delle piante, e spariscono diverse biciclette. In estate qualche presenza in più di forze dell'ordine, c'è ma pensano più a fare le multe che ad altro». Vandali in azioni anche allo Scoglietto, come conferma il titolare Claudio Corrieri.  Lo stesso Ambrogini afferma di avere subito danni al locale numerose volte: «lo scorso anno una decina di volte». «Poca vigilanza? Punta», ribadisce, con un'espressione tipicamente livornese Luca Bernardini, titolare dei Bagni Trieste, a confine fra il lungomare e il viale Trieste. Bernardini addirittura ammette: «da qualche anno durante al stagione la notte dormo nel locale, su una brandina, sia per il rischio di mareggiate, ma anche per una questione di sicurezza; spesso la mattina si trovano bottiglie e bicchieri rotti». E indica un punto di particolare degrado nello slargo dietro il suo locale in prossimità dell'ingresso sud del porto definendolo «terra di nessuno».  Anche per i soci del vicino ristorante "La Tavernetta", Walter e Andrea Caccialupi, anche se nella zona «qualche controllo c'è, ci sono in orari non adeguati: dovrebbero passare non solo alle 10 di sera ma anche più tardi. E poi c'è poca illuminazione». Dello stesso avviso anche Daniela Gamberucci titolare del ristorante pizzeria "La Banchisa". «Sì, servirebbe una maggiore sorveglianza, ma servirebbe anche un potenziamento dell'illuminazione: alcune zone sono troppo buie».  

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa