Sicurezza
Rea, i soci privati dichiarano guerra aperta
Ma.Mo.
Bagarre durante il cda sulla proroga alla convenzione col Comune
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ROSIGNANO. E guerra sia. Mentre Rea si avvia alla fine dell'avventura nella gestione dei rifiuti, i soci privati insorgono attaccando duramente Fabio Ghelardini, presidente del cda dell'azienda pubblico-privata. L'oggetto del contenzioso è la nuova convenzione che Rea dovrebbe firmare con il Comune di Rosignano per garantire il servizio fino a che non arriveranno le due nuove società chiamate distintamente a gestire il ciclo integrato dei rifiuti urbani e la discarica di Scapigliato. L'attacco è avvenuto nell'ultimo consiglio di amministrazione di Rea. Da quanto emerge, Stefano Gavioli - membro del cda per conto di Enerambiente - avrebbe dichiarato di non voler sottoscrivere questa proroga perché porterebbe ad una svalutazione di Rea e, dunque, a un danno aziendale. Danno di cui dovrebbe rispondere Ghelardini in qualità di presidente del cda e tirato in ballo da Gavioli anche per il suo passato da assessore del Comune di Rosignano. Parole che avrebbero trovato il sostegno dell'altro socio privato, Ecomar. E Ghelardini come avrebbe replicato? Sostenendo che la firma sulla proroga della convenzione, che scade il prossimo 31 dicembre, è inevitabile per non mettere in crisi la gestione del sito e della raccolta della spazzatura e che lui, comunque, è incaricato di eseguire le decisioni del cda (composto, lo ricordiamo, da 7 elementi, 4 di parte pubblica e 3 di parte privata). Inoltre, il presidente di Rea ha sottolineato che oggi ci sono precise normative a indicare la strada verso questa firma. Come andrà a finire? Un nuovo cda di Rea è convocato per il prossimo 30 maggio. Ma questo attacco è solo l'ultimo round di un incontro senza esclusioni di colpi (e veleni) iniziato lo scorso autunno ed esploso ora che Ato Costa e Comune hanno delineato percorsi ben definiti per la gestione del ciclo dei rifiuti e di Scapigliato. Percorsi, approvati l'altro giorno dal consiglio comunale di Rosignano, che di fatto renderanno presto Rea una scatola vuota, con la perdita di valore delle quote dei soci privati. Uno scenario che non piace ad Enerambiente, che per cedere le sue quote avrebbe sparato nei mesi scorsi una cifra intorno ai 7 milioni di euro. Richiesta che ha stroncato qualsiasi tipo di trattativa. E ora che è iniziato il conto alla rovescia per il destino di Rea nel settore di rifiuti, Enerambiente non ci sta ad uscire di scena così. «Ci sono delle leggi ben precise - dice il sindaco Alessandro Franchi - che hanno determinato che l'attuale assetto societario di Rea non sia più in grado di ricevere affidamenti diretti». Nel mirino dei soci privati anche il bilancio di Redeco, ora controllata al 100 % da Rea, che potrebbe soffrire del grosso debito contratto da un cliente. Ma Ghelardini assicura che il bilancio di Redeco chiuderà in attivo e che non ci sarà svalutazione di capitale.
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