Finanza
206, la via per il mare dimenticata
Mario Moscadelli
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Sopra e a sinistra due dei tratti interessati dai cartelli provvisori che indicano situazioni di pericolo I mezzi sull'Emilia sono in aumento, ma sulla strada zero manutenzione
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ROSIGNANO. Venti chilometri di strada deformata. Così indicano i numerosi cartelli piazzati al bordo della carreggiata. Non siamo in una via secondaria o poco transitata, ma sulla strada regionale 206. Una delle arterie locali più trafficate in assoluto e utilizzata come "salvagente" quando la Variante va in tilt o è oggetto di chiusure provvisorie. E sarà ancora di più trafficata quando la Ss1 sarà trasformata in autostrada e, dunque, non sarà più gratuita. Ma il volume di mezzi sull'Emilia sta aumentando anche senza Tirrenica. Di mezzo c'è sempre l'autostrada, ovvero i continui rincari della tratta Collesalvetti-Rosignano, che dirottano sulla strada regionale molti camion e tir. Sull'Emilia, insomma, è allarme-manutenzione. Il colmo è che tutti quei cartelli disseminati lungo la strada sono di colore giallo, come ad annunciare dei cantieri. Nella nostra ricognizione on the road abbiamo preso in esame il tratto che, in direzione Cecina, va dal primo bivio per Orciano e Pieve Santa Luce fino al Malandrone. Da qui fino a Palazzi presto ci penserà Sat a metterci le mani. Ma sui restanti 20 chilometri no. Spetta alla Provincia. Anzi, a due Province, Pisa e Livorno. E forse è anche per questa divisione dei compiti che gli interventi latitano. Dal bivio preso come partenza fino alla deviazione per Gabbro è un susseguirsi di buche e avvallamenti. Poi arriviamo al primo cartello piazzato a terra: "Strada deformata, procedere con cautela" (tra l'altro ora ricoperto dalle erbacce). È il benvenuto ad un lungo rettilineo che passa davanti al distributore di benzina Kerotis. Spesso c'è la polizia provinciale a fare controlli con autovelox: magari i soldi dei proventi delle multe dovrebbe essere impiegati per sistemare le decine di crepe che caratterizzano la strada. Lo stesso cartello lo troviamo anche, in direzione opposta, davanti alla discarica di Scapigliato. Proseguiamo verso l'autovelox di Santa Luce: ecco, sulla destra, un altro triangolo che ci avvisa che la carreggiata è deformata e ci invita a procedere con cautela. Poche centinaia di metri dopo ecco un altro segnale: "dossi per 200 metri". Come se questi cartelli giustificassero l'assenza di manutenzione, alla curva dell'Acquabona (teatro nei mesi precedenti di alcuni fuoristrada, uno purtroppo anche mortale) ecco il segnale di "strada scivolosa" e del limite a 30 all'ora. Ce ne sono in entrambe le direzioni di marcia. Avanti verso le Badie, dove un lungo tratto di guardrail (direzione Livorno) è rovinato da tempo. A proposito, in questi 20 chilometri si contano almeno sei barriere laterali divelte e quindi non più efficienti. Giù anche la metà dei paletti catarifrangenti che dovrebbe segnalare il bordo stradale. Insomma, una strada dimenticata, ma sempre più trafficata, soprattutto ora che i pendolari della spiaggia si riversano sulla nostra costa.
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