Sicurezza
Arci replica sul tricolore «Sconcertati da Fli»
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CECINA. Botta e risposta sulla bandiera tricolore esposta dall'Arci, che replica a Fli. «Rimaniamo sconcertati - dice il presidente Claudia Franconi - Siamo nell'anno dei festeggiamenti per i 150 anni dell'Unità d'Italia e come tanti cittadini e associazioni il 17 marzo abbiamo appeso la bandiera. L'abbiamo fatto con l'orgoglio e l'emozione delle grandi occasioni pensando che i festeggiamenti non siano speculazione politica o celebrazione ma l'occasione per rinsaldare l'unità di un popolo che vuole essere protagonista, dalla parte buona, del mondo che cambia. L'unità d'Italia - prosegue Franconi - fu un processo complesso, frenato da squilibri territoriali e sociali, divisioni politiche e culturali. La pluralità del Paese ha radici profonde nella diversità di storie, culture, economie, modelli sociali dei suoi territori, nella ricchezza della sua tradizione artistica e letteraria. Unire queste diversità in un progetto di cittadinanza ancorato a solidi valori di giustizia e libertà fu il capolavoro della Costituzione. Sta lì il senso di un'unità che sia patrimonio di tutti. Sta lì il senso della nostra associazione nata a Firenze nel 1957 che riconosce e rispetta i valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo, valori che trovano piena affermazione nella Costituzione e nella sua bandiera. Ricordiamo un passaggio, il verbale dell'assemblea costituente in cui fu approvato il tricolore. "Presidente [Ruini] - Pongo ai voti la nuova formula proposta dalla Commissione:"La bandiera della repubblica è il tricolore italiano: verde, bianco e rosso, a bande verticali e di eguali dimensioni". (È approvata. L'Assemblea e il pubblico delle tribune si levano in piedi. Vivissimi, generali, prolungati applausi».
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