Il Tirreno

Metà delle aziende è irregolare

Chiara Castaldi
Un cantiere edile
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Un cantiere edile

L'indagine sul settore edile degli studenti del Cattaneo

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 CECINA. A Cecina più della metà delle aziende edili (127 su 227) non è in regola con le norme di sicurezza, vale a dire che oltre il 60% dei lavoratori (227 su 248) è irregolare. Lo rivela un'indagine sul lavoro nero (riferita al 2009) condotta dagli studenti dell'istituto Polo-Cattaneo all'interno del progetto "I giovani sentinelle della legalità".  L'iniziativa è a cura della Regione Toscana e della Fondazione Antonino Caponnetto di Firenze. Degli esiti dell'inchiesta degli studenti (che si è basata anche su un'intervista con il comandante della polizia municipale), si parlerà questo pomeriggio alle 18 nella sala della consulta giovanile del bocciodromo che sarà intitolata a Peppino Impastato. Saranno presenti il vicesindaco Antonio Garigali, Domenico Billotta, Lorenzo Diana e Sergio Iommelli, della Fondazione Caponnetto, e i responsabili legalità di Pd e Cgil regionali, Federico Gelli e Pierluciano Mennonna. «I ragazzi - dice Billotta - hanno fatto un ottimo lavoro. I dati raccolti coincidono con quelli rilevati da enti di livello nazionale su Cecina». Secondo l'indagine degli studenti, i lavoratori al nero, nell'edilizia, sarebbero 58 di cui 19 extracomunitari e 2 clandestini. Le cose non andrebbero meglio a livello provinciale dove, secondo quanto raccolto dai ragazzi presso l'ispettorato del lavoro di Livorno, oltre due terzi delle aziende sottoposte a controlli «hanno commesso atti illeciti». Mentre «sul totale di 5.157 lavoratori, 1.210 sono irregolari», cioè più del 20%, di cui poco meno della metà (557) lavora totalmente in nero.

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