Italia
Nellarea di 300 metri quadri da mesi i ragazzi entrano con facilità spostando le transenne
Lavori finiti ma il parco resta chiuso Oltre 12 mesi di "passaggi burocratici"
Alessandro Bientinesi
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Il parco giochi tra via Brodolini e via Rossa 2 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Nel parco giochi all'incrocio tra via Brodolini e via Guido Rossa tutto sembra pronto per il taglio del nastro. Una struttura con due scivoli circondata da sette panchine e due fioriere, un gazebo con altre panchine, pavimentazione perfetta e protezioni laterali tirate a lucido. Peccato che da circa un anno, a bloccare i due ingressi dell'area di oltre trecento metri quadri, ci siano due transenne. I cittadini del quartiere si chiedono quale sia la ragione, visto che anche la manutenzione ordinaria, come il taglio dell'erba e la irrigazione dei fiori, è in corso da tempo. Mentre ogni giorno gruppi di ragazzini, semplicemente spostando le due transenne, vi entrano all'interno. L'area è di proprietà della società "Mannoni Gino Carlo & C". Società che ha effettuato lavori, a partire dal 2005, per la costruzione di alcuni garage sotterranei su due piani, uno interrato e uno al piano terra. «Quando è stato presentato il piano dei lavori per i garage ci siamo accordati con la società affinché realizzasse anche un parco giochi - spiega l'assessore all'urbanistica Giamila Carli - I lavori della struttura interrata sono terminati nel giro di 3 anni, mentre quelli del parco sono conclusi da un anno». Quale, dunque, il motivo di questa chiusura prolungata? «L'intera area è di proprietà privata. Ma l'accordo stipulato all'inizio dei lavori, prevede che il parco giochi venga preso in gestione dal Comune. L'uso dunque sarà pubblico - precisa Carli - Questa operazione richiede però una serie di passaggi burocratici che si sono dilatati. Siamo però certi che, entro la fine del mese, se non ci saranno ulteriori problemi, potrà essere inaugurato». Ma quali sono questi adempimenti di legge che ancora mancano? Lo abbiamo chiesto al direttore dei lavori, Massimiliano Fantacci. «Circa due mesi fa abbiamo presentato all'ufficio urbanistica del comune la documentazione relativa alla chiusura dei lavori - spiega Fantacci - che dovrà essere inoltrata ai lavori pubblici. E' stato allora che l'ente ci ha detto di aver bisogno di altri due pratiche per poter effettuare il collaudo dell'area. Uno riguarda la prevenzione incendi e coinvolge il vigili del fuoco. L'altro riguarda l'impianto elettrico e quello di irrigazione: anche per questo i tempi dovrebbero essere brevi». Riepilogando: parco pronto ma chiuso per la mancanza di documenti in grado di renderlo a tutti gli effetti agibile. La proprietà sta completando la documentazione, che ha richiesto tempi lunghi anche per la certificazione relativa a tutto l'arredo (come scivoli e panchine). Intanto il comune non prende in "gestione" l'area fino a che non ha la certezza di poterla aprire al pubblico. Dopo un iter più lungo del solito, però, il taglio del nastro sembra più vicino.
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