Il Tirreno

Mille etnie in una piazza

Angela Feo
Mille etnie in una piazza

Alla stazione è boom dei locali gestiti da stranieri

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 CECINA. Un mondo multietnico che dà colore a un quartiere. Non siamo a piazza Vittorio a Roma, ma a piazza Gramsci, a Cecina. Dove negli ultimi mesi sono fioriti negozi e ristoranti curdi, giapponesi, moldavi, cinesi che stanno ridisegnando il volto alla zona della stazione. Un nuovo volto, sintomo anche di una realtà sempre più variegata. Perchè è un dato che a Cecina, dalla fine del 2008 alla fine del 2010, il numero degli stranieri residenti è aumentato di 776 unità, raggiungendo quota 2.340, quasi il 10% della popolazione.  L'ultima attività ad aprire, pochi giorni fa, è il stata il Med Kebab di via Garibaldi. A gestire il locale è Nurullah curdo di 38 anni, che vive a Cecina da 13 anni. Con lui lavorano la moglie e un ragazzo curdo. Falafel a un euro, piadine e piatti con kebab, persino cocacola e pizza. Per accontentare tutti i gusti e i palati.  Nella strada di fronte, all'angolo con piazza Gramsci, c'è invece il Donner Kebap Mesopotamia. Sì, kebap, proprio con la "p". «È così che si scrive in Turchia - dice Mustafa - Quando abbiamo aperto, 7 anni fa, abbiamo voluto mantenere la dicitura originale. Gli affari? Vanno molto bene». Mustafa ha una clientela consolidata e per l'80% italiana. «A pranzo qui vengono avvocati, commercialisti, impiegati - dice - ma anche operai dei cantieri, che possono mangiare velocemente senza spendere troppo».  Da quest'inverno in piazza Gramsci, Lucky, cinese di 21 anni che si è trasferito qui da 8, ha aperto il primo ristorante giapponese di Cecina.  A separare sushi e sashimi dai prodotti dei paesi dell'Europa dell'Est ci sono pochi metri. Da ottobre, nel piccolo spaccio gestito da Natalia, moldava di 32 anni, si trovano vodka, liquori tipici moldavi, formaggi, cavolo e cetrioli sott'olio, carni e salumi affumicati, patè e mostarda. Natalia legge in italiano un romanzo di Sveva Casati Modigliani preso in prestito alla biblioteca comunale, ma nel suo negozietto, moldavi, russi, ucraini e rumeni possono ritrovare il profumo dei sapori del loro paese e ci sono addirittura settimanali e cruciverba nella loro lingua.  Proprio dai paesi dell'Est Europa e dell'ex jugoslavia arriva la maggior parte degli stranieri residenti a Cecina: 652 gli albanesi, 388 i rumeni, 303 gli ucraini, 156 i moldavi. I marocchini sono invece 197, 92 i turchi, 27 i tunisini. In 38 arrivano dal Senegal, 20 dal Brasile, 19 da Cuba. Cinquantacinque i cinesi.  Dalla loro intraprendenza nella zona sono nati due piccoli supermarket di oggetti. Uno aperto da 3 anni al posto di un negozio di giocattoli (che si è spostato poco lontano) quello in via Buozzi è "Il mercatino orientale", un grande bazar dove si trova un po' di tutto: dalle stoviglie ai vestiti, dalle sveglie ai cacciaviti. Vi si servono servono i cecinesi, turisti e stranieri. Un altro, si chiama Euromoda, stesso stile, aperto solo 2 mesi fa alla destra della stazione, in via Roselli.

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