Il Tirreno

La nautica minore non sparirà

Angela Feo
La nautica minore non sparirà

Strutture ad hoc per le piccole barche, portate in acqua su richiesta

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CECINA. Per i cecinesi è "il porto di domani". Nel suo passato ci sono oltre 10 anni di iter amministrativo. Nel presente ruspe ed escavatrici marine che stanno cominciando a dare vita e concretezza al sogno che Giuliano Matteoli, presidente del Circolo nautico spa, accarezza da tempo. Un progetto da 150 milioni di euro che rivoluzionerà il waterfront dell'attuale porticciolo: circa 800 posti barca, 40 negozi, 78 appartamenti, un hotel a cinque stelle.  E ancora: un centro benessere con piscina, 2mila posti auto. Un'opera che, si calcola, darà occupazione a circa 300 persone e che avrà un'importante ricaduta anche per l'indotto.  

I lavori.
Le escavatrici marine stanno perforando a profondità elevate i fondali dove saranno costruiti i moli. «La prossima settimana termineremo la fase della campagna geodiagnostica - ci spiega Matteoli - Queste indagini servono per vagliare la tenuta del suolo dove verranno costruiti i moli. Su questi basamenti poggeranno le infrastrutture, parcheggi e costruzioni. Vi transiteranno anche le auto, visto che la viabilità arriverà fino in fondo alle banchine». In questi giorni le ruspe hanno cominciato a scavare anche sulla terraferma. «Sono partiti i lavori di precantierizzazione che dureranno 4-5 mesi - continua Matteoli - in altre parole stiamo predisponendo le aree per accogliere il cantiere vero e proprio che partirà alla fine della stagione estiva».  

Posti barca.
Il nuovo porto prevede per l'esattezza 767 posti per barche che vanno da 8 a 40 metri. «In genere i porti turistici non ospitano barche inferiori ai 10 metri - precisa Matteoli - Noi invece abbiamo deciso di mantenere 159 posti per imbarcazioni di 8 metri. E saranno disponibili 10 posti per yacht di 40 metri». Una parte dei posti sarà venduto («fino al punto di copertura delle necessità finanziarie»), gli altri affittati; 350 quelli già assegnati agli azionisti. Per sapere però quali saranno i prezzi di vendita e degli affitti si dovrà aspettare il Salone della Nautica di Genova ad ottobre quando, dice Matteoli «saremo più strutturati per andare sul mercato. Al momento osso dire che ci allineeremo con le tariffe degli altri porti turistici». 

La nautica minore.
«Il nostro progetto prevede di dare risposte a tutte le esigenze, anche a quelle della piccola nautica - dice il presidente del Circolo nautico spa - Creeremo dunque un porto a secco». Sostanzialmente le barche avranno riparo a terra, in strutture di rimessaggio (situati nell'area portuale) e saranno portate in acqua di volta in volta su richesta dell'utenza. Matteoli prevede anche delle aree a terra "fai da te": zone per il lavaggio e per le operazioni di mantenimento delle piccole barche. Per questi servizi creeremo delle formule di abbonamento a basso prezzo. Partiremo con strutture per 150 piccole imbarcazioni, «per arrivare, col tempo, a ospitarne fino a 600».  

La corsa ai porti turistici.
Viareggio, Pisa, Rosignano, Cecina, San Vincenzo. In un breve tratto di costa toscana fioriranno nuovi porti turistici che andranno ad aggiungersi a quelli che già ci sono. Ma c'è mercato per tutti? «Da una recente ricerca è emerso che nel periodo estivo transitano nel nostro l'arcipelago circa 50mila barche - racconta Matteoli - Un'altra indagine dell'Ucina (Unione nazionale dei cantieri e delle industrie nautiche e affini, ndr) condotta nei paesi europei rileva che il 52% degli acquirenti di imbarcazioni ha indicato la Toscana come il luogo prediletto per trascorrere le vacanze. Questo dimostra che ci sono grandi potenzialità. L'Elba, la Corsica, la Capraia sono molto vicine. Siamo a un passo dai luoghi dell'arte, dell'archeologia, del vino. L'aeroporto internazionale di Pisa è a 40 minuti di strada. Peraltro nel porto ci sarà un'elipista omologata che potrà essere usata anche dai turisti». 

I partner.
Prima di dare inizio ai lavori dell'autunno, il Circolo nautico spa dovrà decidere se andare avanti da solo o se coinvolgere un partner imprenditoriale. Matteoli però non si sbottona.  «Abbiamo avuto tante richieste. In questo momento - dice - sono in corso approfondimenti con fondazioni finanziarie, con banche e con aziende che operano nel settore della nautica anche a livello internazionale». In questi anni si è parlato di Azimut Benetti, del Gruppo Ferragamo. «Ma non posso fare nomi. Posso solo aggiungere che vogliamo con noi un partner che sia interessato a rimanere anche dopo la fine dei lavori e non alla mera speculazione. Anche per questo abbiamo escluso immobiliaristi. Quanto alla gestione del comparto turistico-ricettivo, vedremo. Quello è un altro capitolo».

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