Sicurezza
«Apre il nuovo pronto soccorso»
Alessandra Bernardeschi
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Daniela Scaramuccia e sotto Monica Calamai A fianco il pubblico nella sala don NardiniL'annuncio di Scaramuccia non placa lo scontro. «I cittadini non contano»
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ROSIGNANO. Le novità arrivano dopo le otto di sera e dopo un consiglio comunale aperto ai cittadini sulla sanità indetto dai dieci comuni della Bassa Val di Cecina durato cinque ore. A portarle, quando purtroppo la sala don Naldini di Rosignano Marittimo era ormai quasi vuota, l'assessore regionale alla sanità Daniela Scaramuccia ed il direttore generale dell'Asl 6 Monica Calamai: l'inaugurazione tra tre settimane del nuovo pronto soccorso dell'ospedale di Cecina, l'ok della Regione Toscana per il finanziamento complessivo della Casa della Salute ossia il nuovo distretto di Rosignano, lo studio epidemiologico in atto da tre messi nella zona della Val di Cecina e della provincia di Livorno per l'aumento di malattie tumorali e professionali, la nomina, entro la fine dell'anno, di un primario di ginecologia ed ostetricia, una nuova Tac per la quale sono già stati assunti 4 tecnici.
Notizie che fugano le voci che si rincorrono da giorni, circa la volontà di chiudere l'ospedale di Cecina. "Non capisco - ha detto l'assessore alla sanità - lo scopo di coloro che mettono in giro queste voci. Sul nuovo pronto soccorso sono stati investiti 980mila euro. E pensare che io porto sempre ad esempio proprio l'ospedale di Cecina sia perché sorto in un luogo strategico sia perché è un ospedale vivo ed attivo grazie anche alla professionalità del personale". Le altre notizie arrivano per bocca della dottoressa Calamai: "proprio ieri mattina - dice - eravamo in Regione dove c'è arrivato l'ok per la Casa della Salute a Rosignano.
Un investimento importante, adesso completamente finanziato, che permetterà di far crescere la rete dei servizi territoriali". Già iniziato da tre mesi invece uno studio con l'Istituto oncologico "per capire se vi siano correlazioni tra gli insediamenti produttivi nella val di Cecina e la crescita di malattie professionali e malattie oncologiche". E proprio Roberto Bertini di medicina democratica aveva parlato poco prima di uno studio del Cnr che indica "tra il 2000 ed il 2006 622 morti in più di quelle attese nella val di Cecina". Per quanto riguarda invece il reparto di ginecologia ed ostetricia, la Calamai parla di un primario entro la fine dell'anno.
Tutte scelte "che certo non fanno certo pensare - ha detto - alla volontà di chiudere l'ospedale di Cecina". Per quanto riguarda invece le numerose critiche che durante il consiglio comunale aperto sono state rivolte per il riassetto dell'Ospedale che ha visto la scomparsa dei reparti ed in particolare dell'Utic: "L'obiettivo - ha detto l'assessore alla sanità - è quello di mantenere il diritto alla salute per tutti e in tal senso la riorganizzazione per intensità di cure è importante, non per motivi economici ma per la qualità e la sicurezza dei pazienti". Tutto bene dunque? Rimane il problema delle liste d'attesa. Ad intervenire nonostante il consiglio comunale fosse aperto ai cittadini, sono stati politici, sindacalisti, sindaci o esponenti di associazioni; non sono mancate forti critiche a questa direzione aziendale.
Da don Reno Pisaneschi che ha ricordato i 35 posti letto tagliati proprio all'ospedale di Cecina, e che l'Utic "ormai è morto" a Massimo Ferrucci della Fials: "tutto è in mano al direttore generale ed i cittadini non contano più niente. Nel bilancio 2011 sono 87 i milioni gli euro previsti per la compensazione delle fughe per visite o prestazioni in altre province ed anche la riorganizzazione dell'ospedale è un fallimento". Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio: "la salute non deve essere gestita come un'azienda; molti cittadini cercano prestazioni in altri ospedali anche perché in parte obbligati a causa dei lunghissimi tempi di attesa. Da qui l'idea che circola tra la gente che l'ospedale di Cecina stia per chiudere".
Tutti critici gli interventi delle opposizioni dalla Lega Nord alla lista Insieme per Cambiare, dal Pdl fino al Fli ed a Rds tanto che alcuni consiglieri scelgono di abbandonare l'aula. Le critiche sono nel merito e nel metodo per un consiglio comunale definito "farsa" ed indetto "quando tutto è stato deciso" organizzato alle 15,30 in un giorno lavorativo "perché i cittadini lavorano". Tra i cittadini Antonio Valentini che ha accusato l'Asl di mancanza di programmazione, di non aver investito in qualità e di non trasformare Livorno in ospedale di primo livello. Ugo Tarchi, Cgil, dopo aver rivendicato il ruolo del sindacato invoca la razionalità: "l'ospedale di Cecina non sarà chiuso".
I lavori erano stati aperti dal sindaco di Rosignano, presidente anche della Società della Salute, (verso la quale non sono mancate critiche da parte delle opposizioni) che ha parlato di una situazione di luci ed ombre, con obiettivi raggiunti e altri da riprogrammare, tra i quali il portare a compimento i servizi territoriali. "Per questo - ha detto - è importante il nuovo piano integrato socio-sanitario regionale ed il contratto di servizio". Poi Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, che ha parlato di un processo di riforma con elementi di crescita ma anche "di altri di cui bisogna farci carico come il filtro cardiologico, la riabilitazione e soprattutto il potenziamento della rete territoriale". Tantissimi gli interventi dei consiglieri dei vari consigli comunali, da quelli del Pd a quelli del Pdl e del SeL. Altri che pure avrebbero voluto intervenire, hanno rinunciato al loro contributo vista l'ora tarda.
Notizie che fugano le voci che si rincorrono da giorni, circa la volontà di chiudere l'ospedale di Cecina. "Non capisco - ha detto l'assessore alla sanità - lo scopo di coloro che mettono in giro queste voci. Sul nuovo pronto soccorso sono stati investiti 980mila euro. E pensare che io porto sempre ad esempio proprio l'ospedale di Cecina sia perché sorto in un luogo strategico sia perché è un ospedale vivo ed attivo grazie anche alla professionalità del personale". Le altre notizie arrivano per bocca della dottoressa Calamai: "proprio ieri mattina - dice - eravamo in Regione dove c'è arrivato l'ok per la Casa della Salute a Rosignano.
Un investimento importante, adesso completamente finanziato, che permetterà di far crescere la rete dei servizi territoriali". Già iniziato da tre mesi invece uno studio con l'Istituto oncologico "per capire se vi siano correlazioni tra gli insediamenti produttivi nella val di Cecina e la crescita di malattie professionali e malattie oncologiche". E proprio Roberto Bertini di medicina democratica aveva parlato poco prima di uno studio del Cnr che indica "tra il 2000 ed il 2006 622 morti in più di quelle attese nella val di Cecina". Per quanto riguarda invece il reparto di ginecologia ed ostetricia, la Calamai parla di un primario entro la fine dell'anno.
Tutte scelte "che certo non fanno certo pensare - ha detto - alla volontà di chiudere l'ospedale di Cecina". Per quanto riguarda invece le numerose critiche che durante il consiglio comunale aperto sono state rivolte per il riassetto dell'Ospedale che ha visto la scomparsa dei reparti ed in particolare dell'Utic: "L'obiettivo - ha detto l'assessore alla sanità - è quello di mantenere il diritto alla salute per tutti e in tal senso la riorganizzazione per intensità di cure è importante, non per motivi economici ma per la qualità e la sicurezza dei pazienti". Tutto bene dunque? Rimane il problema delle liste d'attesa. Ad intervenire nonostante il consiglio comunale fosse aperto ai cittadini, sono stati politici, sindacalisti, sindaci o esponenti di associazioni; non sono mancate forti critiche a questa direzione aziendale.
Da don Reno Pisaneschi che ha ricordato i 35 posti letto tagliati proprio all'ospedale di Cecina, e che l'Utic "ormai è morto" a Massimo Ferrucci della Fials: "tutto è in mano al direttore generale ed i cittadini non contano più niente. Nel bilancio 2011 sono 87 i milioni gli euro previsti per la compensazione delle fughe per visite o prestazioni in altre province ed anche la riorganizzazione dell'ospedale è un fallimento". Aurelio Pellegrini, sindaco di Montescudaio: "la salute non deve essere gestita come un'azienda; molti cittadini cercano prestazioni in altri ospedali anche perché in parte obbligati a causa dei lunghissimi tempi di attesa. Da qui l'idea che circola tra la gente che l'ospedale di Cecina stia per chiudere".
Tutti critici gli interventi delle opposizioni dalla Lega Nord alla lista Insieme per Cambiare, dal Pdl fino al Fli ed a Rds tanto che alcuni consiglieri scelgono di abbandonare l'aula. Le critiche sono nel merito e nel metodo per un consiglio comunale definito "farsa" ed indetto "quando tutto è stato deciso" organizzato alle 15,30 in un giorno lavorativo "perché i cittadini lavorano". Tra i cittadini Antonio Valentini che ha accusato l'Asl di mancanza di programmazione, di non aver investito in qualità e di non trasformare Livorno in ospedale di primo livello. Ugo Tarchi, Cgil, dopo aver rivendicato il ruolo del sindacato invoca la razionalità: "l'ospedale di Cecina non sarà chiuso".
I lavori erano stati aperti dal sindaco di Rosignano, presidente anche della Società della Salute, (verso la quale non sono mancate critiche da parte delle opposizioni) che ha parlato di una situazione di luci ed ombre, con obiettivi raggiunti e altri da riprogrammare, tra i quali il portare a compimento i servizi territoriali. "Per questo - ha detto - è importante il nuovo piano integrato socio-sanitario regionale ed il contratto di servizio". Poi Stefano Benedetti, sindaco di Cecina, che ha parlato di un processo di riforma con elementi di crescita ma anche "di altri di cui bisogna farci carico come il filtro cardiologico, la riabilitazione e soprattutto il potenziamento della rete territoriale". Tantissimi gli interventi dei consiglieri dei vari consigli comunali, da quelli del Pd a quelli del Pdl e del SeL. Altri che pure avrebbero voluto intervenire, hanno rinunciato al loro contributo vista l'ora tarda.
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