Attenzione
Un comitato in difesa di don Giuliano
L'idea di un gruppo di catechisti: «Non abbiamo dubbi sulla sua morale»
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BIBBONA. Dentro la piccola chiesa Nostra Signora di Fatima della California la domenica scorre come sempre. Ieri mattina alle 11 don Giuliano Giovannini ha tenuto due battesimi di fronte a una cinquantina di persone. Fuori però le persone parlano. Regnano stupore e incredulità. Marina di Bibbona, anche se non vorrebbe, è scossa dal racconto dall'omosessuale fiorentino di 44 anni Paolo Chiassoni, la cui deposizione era stata inserita in una costola delle indagini avviate nel 2007 dalla Procura di Firenze sulle violenze sessuali e morali a danno di minori perpetrate dall'ex parrocco di Rifredi don Lelio Cantini. Un'inchiesta archiviata, è vero. Per don Giuliano resta però un'accusa infamante (e ancora tutta da dimostrare): quella che nella canonica della chiesa Cristo nostra pace, a Marina di Bibbona, si sia tenuto un festino sadomaso. Don Giuliano si difende, nega con forza e parla di accanimento nei proprio confronti. «È tutto falso e lo dimostrerò», ha detto. Intorno a lui un gruppo di catechisti della parrocchia che lo difende a spada tratta, ricorda l'impegno sociale che ha sempre caratterizzato l'azione di don Giuliano, un prete molto integrato nella comunità. Parrocchiani che stanno addirittura pensando di creare un comitato in sua difesa. Tuttavia la Congregazione della dottrina vuole far luce sulla vicenda. Con una richiesta di rogatoria internazionale il promotore di giustizia vaticana monsignor Charles Scicluna ha acquisito gli atti. E la prossima mossa porebbe essere un faccia a faccia alla sua presenza.
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