Il Tirreno

«Assurdo, è tutto falso e lo dimostrerò»

Don Giuliano si difende e parla di accanimento nei suoi confronti

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 BIBBONA. «È meglio stare zitti. In questa storia, meno si parla e meglio è». Sta per preparare i suoi ragazzi alla prima comunione, don Giuliano Giovannini. Ma per il prete di Bibbona non è un giorno di festa. Il racconto infamante di incontri profani in luoghi sacri ha colpito nel vivo chi anima da anni la parrocchia con passione. Ed è ricambiato dai suoi parrocchiani.  «Chiassoni? Sì, lo conosco, ma non in quei termini. Mi venne presentato da una persona di Bibbona che mi parlò dei suoi problemi. Al tempo era molto confuso e decisi di aiutarlo con quel bonifico da 4 milioni. Ma quello che ha detto è completamente falso. Oltretutto vi pare che si possa organizzare un festino a Marina di Bibbona in piena estate? Con tutte le finestre delle case che danno sulla chiesa?».  E il vescovo Maniago?  «Chiassoni ha raccontato anche della sua presenza al presunto festino, ma io in vita mia Claudio Maniago l'ho visto solo una volta, in occasione dei 50 anni di servizio di monsignor Bertelli».  È stato contattato dalla Procura di Firenze?  «In nessuna occasione, non so neanche chi sia Paolo Canessa. Ho appreso che c'era un'indagine aperta dalla Congregazione per la dottrina della fede solo l'anno scorso. Quella che finora è uscita sulla stampa è solo la versione di Chiassoni. Manca la mia, c'è la verità. E la verità è che ho solo cercato di aiutare una persona che aveva dei problemi. Non capisco questo accanimento contro di me. Purtroppo in questi anni ho detto e fatto molte cose scomode e alla fine forse qualcuno me la vuol far pagare». R.B.

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