Il Tirreno

Teatro per tutti la ricetta di Andrea Nanni

Federica Lessi
Uno spettacolo al Pasquini e, a sinistra, Andrea Nanni
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Uno spettacolo al Pasquini e, a sinistra, Andrea Nanni

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 CASTIGLIONCELLO. Chi s'interroga sul futuro di Armunia segua il lavoro di Andrea Nanni. Il neodirettore artistico ha esordito con una stagione premiata dal pubblico - tredici spettacoli in tre mesi con 2300 presenze, 1300 solo per il teatro ragazzi - e con il suo metodo condiviso sembra aver centrato i bisogni del territorio, rilanciando un ente di cui molti diffidano. Riservato e professionale, Nanni continua su questa strada e con il festival estivo toccherà altri punti nevralgici del controverso rapporto tra Armunia e la realtà locale, riportando gli spettacoli nei comuni del circondario, il teatro in strade e piazze, creando uno spazio per bambini nel parco del Pasquini.  Come spiega le ragioni di questo primo successo? «In gran parte sono legate al teatro ragazzi, con sei spettacoli seguiti da 1300 persone. Ci ha permesso di formare il pubblico di domani, educare i bambini al divertimento condiviso distogliendoli dalla playstation, e anche di fare educazione in senso stretto, cioè introducendo al rispetto dell'ambiente come con la campagna condotta con Rea per il riciclo delle bottiglie di plastica in cambio di ingressi ridotti, che ha avuto grande riscontro».  Punterà di nuovo sul teatro ragazzi? «Già nel festival estivo, che si svolgerà dal 1 al 10 luglio, il parco del castello diventerà il luogo dei bambini, con spettacoli di compagnie "di ricerca" che si occupano di teatro ragazzi. Metteranno in scena fiabe dove i protagonisti daranno la merenda ai bimbi del pubblico, come se vivessero dentro una favola. Ci saranno anche un mini circo con animali domestici vivi e sorprese ogni giorno».  Ce ne sveli qualcuna. «Virgilio Sieni lavorerà con alcune bimbe scelte tra le scuole di danza del territorio per lo spettacolo "Cerbiatti del nostro futuro».  Un'occasione formativa che aggancia la realtà locale ai linguaggi e alla scena contemporanei.  «L'idea è dare una prospettiva di crescita ma anche trovare modi diversi di coinvolgere i giovani e gli anziani, andando loro incontro. Il programma invernale ha mostrato che le persone hanno fatto un atto di fiducia, sono venute a teatro e sono state accolte, abbiamo condiviso spettacoli, merende e degustazioni».  Ora che ha incassato la fiducia come proseguirà? «Con il festival faremo spettacoli negli altri comuni: a Castellina, nei teatri di Guardistallo e Castagneto. Poi portiamo avanti anche un altro piano di lavoro».  Quale? «Vogliamo andare incontro alle persone che non frequentano il festival allestendo spettacoli nelle piazze, in spazi inconsueti come i negozi e le case. Pensiamo ad interventi musicali a sorpresa con canti patriottici ispirati ai 150 anni dell'unità d'Italia. Le proposte saranno diversificate perché tutti sappiano che a Castiglioncello c'è una festa a cui partecipare».

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