Sicurezza
Ecco il racconto di un ex marinaio, che nelloceano ha trovato anche lamore
Dalle grandi navi ad un gozzo da pesca
Alberto Lami
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Siro Viviani 3 MINUTI DI LETTURA
Quello di cui sto parlando è un personaggio che non possiamo lasciare lì, da una parte come uno qualsiasi, perché nei suoi tranquilli silenzi, indagando, troviamo tanti di quegli argomenti degni di essere raccontati. Io cerco di raccontarvi il perché di questa decisione, con il rispetto di un mestiere voluto, cercato e trovato soltanto per la sua grande passione per il mare. Il personaggio si chiama Siro Viviani. E anche se la sua appassionante carriera su navi di tutti i tipi lo ha portato ad una età che meriterebbe "il riposo del guerriero" intorno al suo mare di Crepatura o del Porticciolo di Castiglioncello a rinfrescare i ricordi del passato con gli amici, lui prega il suo Dio che gli dia spesso il mare calmo per continuare a fare il comandante e armatore sopra la sua fiabesca, minuscola barchetta di 250 chili super attrezzata per la pesca, di nome Juana Ia, continuando a solcare i mari non più oceanici ma quelli castiglioncellesi. Si diploma nel '49/ '50 all'istituto nautico di Livorno, ma l'inizio del "mestiere" non arriva subito, incontrando non poche difficoltà. Dopo un anno dal diploma, Sirio trova il suo primo imbarco proprio nel porto di Livorno sopra un rimorchiatore della famosa ditta Neri dove avviene il battesimo del mare come "giovanotto". In seguito, grazie al piano Marshall, vengono regalate all'Italia 100 navi Liberty che danno a Sirio la possibilità di vivere sul mare sempre come giovanotto e allievo ufficiale di coperta. Esperienza sufficiente a dare l'esame, a Palermo, per il patentino e accedere ai gradi di terzo o secondo ufficiale di coperta; il risultato è ottimo. Nel 1953 anche gli oceani capiscono che il nostro uomo può varcare quei mari e lo fa con una nave da carico per il trasporto di fosfati dalla Tunisia in Brasile. Ebbene durante quel viaggio accade forse il fatto più importante della carriera marinara del "Capitano", perché grazie ad un'avaria della nave nei pressi delle isole Canarie la sua nave fu costretta ad una sosta nell'isola di Las Palmas dove si fermò per tre giorni per le riparazioni ed è proprio lì che il destino fu magnanimo con Sirio perché in quel frangente conobbe Juanola, una bella ragazza che, dopo un rapporto epistolare diventò sua moglie per dividere con lui tutta la vita, fino ad oggi. Dopo il matrimonio il Capitano ottiene finalmente un incarico importante, con un imbarco come comandante di seconda su una petroliera, la Esso Norfolk che va a prendersela fino a New York e la vivrà per 18 mesi, avviandosi verso una strada luminosa della sua onesta e gloriosa carriera che culminerà sulle navi della grande impresa Costa come comandante in seconda su tre navi da crociera: la Costa Italia, la Costa Carla e la Andrea Costa. Va ricordato che dal felice matrimonio con Juanola nacquero due figlie: Patrizia laureata in medicina e Annamarina madre di Giulia Quintavalle, gloriosa campionessa olimpionica di judo a Pechino 2008 che fanno vivere il Capitano e la moglie Juanola in un appassionato orgoglio. Ora lo vediamo tutti i giorni, o quasi, lì davanti a noi che guardiamo sempre il mare a bordo della sua "indispensabile" barchetta di quattro metri e mezzo dove, finalmente fa il primo ufficiale e comandante, trasportando quei pochi chili di pesce che riesce a pescare grazie alla sua sapienza di marinaio.
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