Il Tirreno

«Correte, rapiscono una studentessa» Ma è uno scherzo

«Correte, rapiscono una studentessa» Ma è uno scherzo

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CECINA. Uno scherzo architettato per una festa di compleanno ha messo in subbuglio un intero quartiere, allertando le centrali operative di polizia e carabinieri. Non è "lo scherzo" tragico di Milan Kundera (che porta il protagonista del romanzo in un gulag) ma la goliardata costerà comunque cara a 4 liceali cecinesi, che rischiano una denuncia per procurato allarme. Non è il primo aprile, ma il 2 maggio. Sono le 13,30: in via Moro, poco distante dalla piscina comunale, si ferma una Ford Focus station wagon blu. Dal posto di guida esce di corsa un uomo incappucciato, affiancato da un'altra figura smilza col volto coperto.  Si avvicinano a una coppia di giovani, che stanno camminando mano nella mano all'uscita del liceo Fermi.

Strattonano il ragazzo e spingono a forza la ragazza verso l'auto. La fanno sdraiare sul sedile posteriore, chiudono in fretta lo sportello e rimettono in moto. Alla scena assiste una ragazzina all'uscita della scuola media. È sconvolta. Appena riesce a riprendersi dallo spavento, digita il numero della mamma sul telefonino e immediatamente dopo il 113. «Correte, hanno rapito una ragazza, correte!»  La macchina della polizia si mette in moto. Il commissariato invia una volante in via Moro con una squadra dell'anticrimine. La giovanissima testimone, nel frattempo raggiunta dalla madre, ripercorre nei dettagli la scena.

«Ero uscita da scuola da pochi minuti - racconta agli agenti - e stavo camminando verso casa quando un'auto blu ha sgommato a forte velocità davanti alla piscina. Quando è arrivata in prossimità di una coppia, ha inchiodato e dal posto del passeggero è uscito un uomo col volto coperto da un cappuccio e una mascherina bianca, che ha spintonato il ragazzo e preso con la forza la ragazza facendola salire sul sedile posteriore, aiutato dal guidatore, anche lui mascherato».  La testimonanzia della ragazzina non è la sola. Diversi residenti hanno assistito al finto rapimento e allertato le forze dell'ordine. In particolare un uomo si avvicina agli agenti e racconta di aver visto due individui in passamontagna scendere e poi caricare a forza una ragazza su un'auto blu (del tipo indicato dalla prima testimone).

Scatta l'allarme: la polizia trasmette i riferimenti dell'auto incriminata alle centrali operative di finanza, carabinieri e stradale; si decide di organizzare posti di blocco sulla variante e l'autostrada.  Nel frattempo ai carabinieri arriva la telefonata di un giovane, il quale avverte che «l'episodio della piscina è tutto uno scherzo, organizzato per la festa di compleanno a sopresa di una sua amica». Insomma la giovane rapita doveva essere condotta in una casa di Marina di Cecina, dove altri amici avevano organizzato un secret party. Il giovane viene rintracciato attraverso il telefonino. Così come la ragazza presunta vittima, che insieme ai suoi compagni è convocata in commissariato. I quattro confermano che si è trattato di uno scherzo, supportato da un filmato amatoriale che doveva essere trasferito su internet. A futura memoria. Per ora si sono guadagnati una segnalazione alla Procura. M.M.

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