Il Tirreno

Ticket, è caos sulle esenzioni

Angela Feo
Una visita specialistica (sopra). A sinistra il dottor Gianfranco De Feo
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Una visita specialistica (sopra). A sinistra il dottor Gianfranco De Feo

Stop alle autocertificazioni, medici sul piede di guerra

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 CECINA. «Il compito dei medici è quello di curare i cittadini, non certo quello di fare i gendarmi del fisco. Continueremo ad operare come abbiamo sempre fatto: non saremo noi a fare le certificazioni sul reddito e decidere se i nostri pazienti abbiano diritto all'esenzione dal pagamento dei ticket per esami e visite specialistiche». Parla chiaro Gianfranco De Feo, noto medico cecinese e vice segretario provinciale della Fimmg.  La Federazione italiana medici di medicina generale già diversi mesi fa aveva espresso critiche nei confronti del decreto del ministero dell'economia del 2009. Esso prevedeva che dal primo maggio le autocertificazioni sul reddito per ottenere l'esenzione dal pagamento del ticket per visite ed esami specialistici non sarebbero state più valide. La stessa norma vuole inoltre che il compito di controllare se un paziente abbia o meno il diritto all'esenzione sia demandato al medico di famiglia.  Oggi il decreto è però appena entrato in vigore e gli stessi medici sono più che mai sul piede di guerra.  «Questa legge ci vuole imporre di occuparci di atti amministrativi - continua il dottor De Feo -. Dovremmo insomma sprecare tempo con la burocrazia anziché occuparci della salute delle persone. Peraltro non c'è stato alcun accordo regionale. Queste decisioni si discutono al tavolo delle trattative, non si possono imporre con un decreto».  Ma se non sono più valide le autocertificazioni per ottenere l'esenzione del ticket, chi dovrà essere da oggi in poi ad acceratare le condizioni economiche dei cittadini, in modo da stabilire se rientrano nelle categorie esenti dal ticket? «Non certo noi - attacca anche il presidente nazionale della Fimmg Giacomo Milillo - Si tratta di un compito che esula dalla nostra sfera professionale. Per questo chiediamo che siamo le Asl a farlo».  Obiettivo del decreto è combattere l'evasione sui ticket sanitari che ammonterebbe ad oltre un miliardo di euro l'anno. Mentre ad essere esentato senza diritto sarebbe circa il 40% dei malati. «Ma noi medici non abbiamo alcuno strumento per fare i controlli sul reddito dei nostri pazienti - continua De Feo - Come facciamo a verificare se ciò che viene da loro dichiarato sia vero o meno? Se sono disoccupati o quanti familiari abbiamo effettivamente a carico? Dovrebbero essere gli uffici comunali o le Asl a rilasciare gli attestati sulla situazione economica-reddituale di cittadini e utenti. Solo con questa documentazione, per venire incontro agli assititi, potremmo essere disponibili a registrare l'esenzione per reddito nei nostri computer così come facciamo per le esenzioni ai ticket per patologie o per invalidità. Fino ad allora però nelle ricette non inseriremo nessun dettaglio inerente l'esenzione per reddito».

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