Finanza
Precipitò dal tetto, via al processo
Guardistallo: imputata per omicidio colposo la committente dei lavori
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GUARDISTALLO. Il tetto cedette e lui precipitò da oltre quattro metri. Morì una settimana dopo all'ospedale. Giuseppe Licitra aveva 34 anni, una moglie e quattro figli. Per quell'episodio avvenuto sei anni fa è stata rinviata a giudizio Ilaria Cocconcelli. La donna, 38 anni, cecinese residente a Firenze, è imputata per omicidio colposo in qualità di coordinatrice per la sicurezza. Stando al capo di imputazione, il piano da lei firmato non era conforme agli standard essendo privo di una suddivisione in fasi di lavoro, di un'analisi dei rischi e delle misure preventive per ciascuna fase. E, sempre secondo le accuse, la donna non aveva verificato l'idoneità del piano operativo di sicurezza (Pos). L'incidente avvenne a mezzogiorno del 25 ottobre 2005 in un ex podere ai margini della strada che da Guardistallo conduce a Casino di Terra, poco a nord del Ricrio. Un casolare abbandonato, un rudere destinato a diventare un agriturismo. Licitra, originario di San Gregorio di Catania ma da anni residente con la famiglia a Donoratico, aveva in appalto i lavori di ristrutturazione. Committente la società vadese Le Giunche srl. L'imprenditore quel giorno salì sul tetto per un sopralluogo. Ma il tetto cedette di colpo e Licitra volo giù. Si ruppe una vertebra. Fu soccorso e portato direttamente all'ospedale di Livorno dove morì una settimana dopo, il primo novembre, nel reparto di neurochirurgia. Le indagini, coordinate all'epoca dal viceprocuratore Antonio Giaconi, si sono chiuse lo scorso ottobre e il gup Pirato ha rinviato a giudizio l'imputata, difesa dagli avvocati Sabrina Martelloni e Saverio Dal Canto. Il processo è stato appena incardinato in tribunale a Cecina davanti al giudice Elsa Iadaresta (pm Flavio Tenerani) e rinviato all'8 luglio per il dibattimento. Tra i testimoni dell'accusa anche gli ispettori dell'Asl, sezione medicina del lavoro, che definirono «pessimo» lo stato di conservazione del tetto, «del tutto inadeguato a reggere il peso di una persona».
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