Il Tirreno

«Il Cdf? Come un consiglio pastorale»

Una bella immagine del Papa santo che bacia un’anziana nel giardino della Casa Maffi
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Una bella immagine del Papa santo che bacia un’anziana nel giardino della Casa Maffi

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«Mi domando, visitando il Consiglio di fabbrica, se il modello dei Consigli pastorali nelle parrocchie non è, appunto, un Consiglio di fabbrica. Se è così, probabilmente, c'è un'affinità perché sia qui che là si tratta di una comunità, di come salvaguardare il bene di questa o quella comunità, come attingere le sue finalità». Con queste parole Papa Karol Wojtyla si rivolse all'assemblea degli operai Solvay riunita nella sede del Consiglio di fabbrica a Rosignano. Era il 19 marzo 1982, quando il papa polacco, per quattro anni operaio della Solvay negli stabilimenti di Zakrzowek e Nowa Huta, visitò per la prima volta la provincia di Livorno e fece tappa in fabbrica.  Mangiò a mensa, visitò gli impianti, incontrò i lavoratori e i loro rappresentanti sindacali. Sono passati 29 anni, ma sembra trascorso un secolo. Nell'82 era ancora fresco il vulnus del terrorismo, c'era la Guerra fredda, la fabbrica era un polo centrale dell'economia (locale e nazionale). Eppure di lì a pochi anni l'organico sarebbe stato drasticamente ridotto. E la storia avrebbe subito una accelerata impensabile. L'ex operaio, salito al soglio di Pietro, esordì così al tavolo del sindacato. Un incontro che ritroviamo in un libro prezioso, edito da Sei, dal titolo: «Sono uno di voi». Frase presa a prestito dal pontefice.  «So bene che esistono differenze tra la fabbrica e la parrocchia - proseguì Wojtyla - ma ho voluto iniziare così il mio discorso, con questo paragone, perché non sbaglio a dire che il consiglio di fabbrica, come istituzione, è più anziano nel tempo. E dunque lo ringrazio per aver dato un esempio che viene seguito dalla Chiesa in campo pastorale».  Karol Wojtyla proseguì citando l'enciclica Laborem Exercens e soffermandosi sul significato di consiglio. «Un nome che indica una comunità, soprattutto una funzione, un'attività: dare consiglio. Ed è questo che vi auguro, di dare buoni consigli per la vostra fabbrica e specialmente per l'ambiente operaio, per l'ambiente dei lavoratori e degli impiegati. E buoni consigli sono quelli che si basano sulla giustizia, sull'equità, sull'onestà».  «Consigli che riguardano la vita di tutti i vostri colleghi, la vita che vogliono rendere più umana, più matura. Si devono eliminare le ingiustizie sul lavoro, gli ostacoli, con lo scopo di facilitare l'uomo ad essere più uomo». M.M.

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