Toscana
Marzini (Pdl) accusa la giunta
«Vendite ed espropri finiti male: è cattiva amministrazione»
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CECINA. «Il comune di Cecina chiude il bilancio consuntivo con un avanzo di oltre 2.800.000 euro: se il bilancio fosse quello di un'azienda - dice Dario Marzini (Pdl)- il risultato sarebbe ottimo poiché avrebbe raggiunto un utile considerevole, peccato che l'obiettivo degli enti pubblici non è quello di avere questi tipi di avanzi, ma di raggiungere il pareggio ossia di impiegare tutte le risorse a sua disposizione. Se uno scostamento di poche centinaia di migliaia di euro può essere fisiologico, arrivare ad un avanzo di 2.800.000 euro è un dato veramente preoccupante che denota una cattiva capacità previsionale dell'amministrazione comunale». «Se contestualizziamo questo dato nella realtà cecinese, ovvero in una città che necessita di numerosi interventi, sia sul fronte dalla ristrutturazione del patrimonio immobiliare comunale, sia per quanto concerne le opere pubbliche, il dato appare ancora più grave. Non sono accettabili le spiegazioni date dall'amministrazione comunale che scarica come sempre le responsabilità dell'avanzo sul patto di stabilità. «È vero - aggiunge Marzini -che c'è una relazione tra l'avanzo e la normativa inerente il patto di stabilità, ma facendo un'analisi più approfondita vediamo che se il comune avesse riscosso le entrate preventivate in conto capitale questo tipo di avanzo non si sarebbe verificato. Tra le entrate in conto capitale previste e non riscosse nel 2010 spicca la cifra di 1.200.000 euro relativa alla vendita dell'immobile di via Boccaccio. Dobbiamo, inoltre, prendere ancora una volta atto della storica incompetenza dell'amministrazione: siamo infatti costretti a pagare oltre un milione di euro per errori contratti dall'Amministrazione nell'espropriare terreni privati. Anche stavolta la situazione è tragica: è addirittura una sentenza della Cassazione a rilevare la gravità della mala gestio attuata dai nostri amministratori. Questa cifra peserà notevolmente sul bilancio comunale e, quindi, sulle tasche dei cittadini, nonché sulle opere che potranno essere realizzate a beneficio della cittadinanza».
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