Il Tirreno

Martedì incontro a Firenze. Franchi: «Così risolveremo lo storico problema di Vada nord»

Tre milioni per il rischio idraulico

Mario Moscadelli
Il fiume Fine in piena: ecco 5 milioni per metterlo in sicurezza
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Il fiume Fine in piena: ecco 5 milioni per metterlo in sicurezza

Finanziamento della Regione: via all'adeguamento del fiume Fine

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 ROSIGNANO. Tre milioni di euro per la messa in sicurezza del fiume Fine. Il finanziamento arriva dalla Regione e servirà per far partire lavori fondamentali per eliminare il rischio idraulico.  Soldi che sono oro colato per l'amministrazione comunale, alle prese da anni con questo problema che, oltre a rappresentare una minaccia per i cittadini, significa anche una fortissima limitazione agli investimenti, visto che sono molte le aree ritenute soggette a rischio idraulico e dunque dove non è possibile fare nessun tipo di investimento.  Si sistema Vada nord. Con una lettera firmata dall'assessore regionale Anna Rita Bramerini, la Regione in questi giorni ha comunicato lo stanziamento di 3 milioni e 40mila euro per l'intervento "di adeguamento di argini e infrastrutture a protezione dell'abitato di Vada, dello stabilimento Solvay, della ferrovia tirrenica e della Variante Aurelia". Soldi che arrivano dall'accordo di programma stipulato alla fine dello scorso anno tra ministero dell'Ambiente e Regione. «Questa cifra - spiega il sindaco Alessandro Franchi - va a sommarsi ai 2 milioni di euro già presenti in cassa con la convenzione firmata dal Comune con Rosen per la realizzazione della seconda turbogas. Con questi 5 milioni possiamo finalmente programmare un intervento importante per mettere in sicurezza uno dei corsi d'acqua che sono una minaccia dal punto di vista idraulico, ovvero il Fine». E martedì il sindaco, insieme all'assessore all'urbanistica Margherita Pia, sarà a Firenze per iniziare a definire l'intervento che sarà svolto a lotti funzionali. L'incontro è mirato ad individuare il soggetto attuatore dell'intervento, visto che il Fine corre tra due province ed interressa più comuni. Inoltre, si dovrà decidere in che punti dell'alveo si intende operare, visto che per tutto il Fine servirebbe almeno il doppio delle risorse. «Di sicuro si interverrà a Vada nord - dice Franchi - e in questo modo daremo una risposta alla sicurezza dei cittadini e sbloccheremo possibilità d'investimento: sul Regolamento urbanistico ci sono aree sui cui, a causa del rischio idraulico, per venti anni non è possibile fare pianificazione, e altre che per duecento anni è possibile pianificare ma non rilasciare licenze. Dunque, si capisce perché questo finanziamento rappresenta una svolta. E quando avremo definito i dettagli incontreremo tutti i cittadini interessati».  Tripesce in stand-by. Se per la messa in sicurezza del Fine i soldi ci sono, per quella del Tripesce e delle acqua basse della Mazzanta ancora no. «Manca sempre all'appello almeno 1 milione di euro - dice Franchi - ma la Bonifica sta andando avanti con la progettazione».

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