Il Tirreno

Quote invariate rispetto allo scorso anno. L’ente incasserà 2,2 milioni di euro

Bonifica, ecco 70mila avvisi

Mario Moscadelli
Una ruspa del Consorzio di bonifica al lavoro su uno dei fossi di competenza Qui siamo sulla marina di Vada
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Una ruspa del Consorzio di bonifica al lavoro su uno dei fossi di competenza Qui siamo sulla marina di Vada

Il Consorzio invia i bollettini: scadenza il 31 maggio

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 ROSIGNANO. È in arrivo la tassa sulla bonifica. Per l'esattezza sono 70mila i bollettini che il Consorzio con sede a Vada recapiterà a breve sul territorio di sua competenza. Gli avvisi bonari partiranno dopo il primo maggio e avranno come scadenza il 31 dello stesso mese. Gli importi? L'assemblea ha deliberato di non applicare rincari, ma di mantenere le quote dell'anno passato.  La spedizione di questi 70mila avvisi bonari, come detto, è stata messa in programma nei giorni successivi al primo maggio.  Ecco i bollettini. Di sicuro arriveranno ai contribuenti una ventina di giorni prima della scadenza, che è stata fissata per il 31 maggio. «Settantamila sono gli avvisi - spiega Roberto Pandolfi, direttore del Consorzio di bonifica delle colline livornesi - ma le partite catastali sono circa 90mila. Da quest'anno, inoltre, attraverso il nostro sito si potrà pagare anche online con la carta di credito». Dalla riscossione di questi bollettini si prevede un incasso di 2,2 milioni di euro. «Soldi - dice Silvano Calderini, presidente del Consorzio - che poi saranno distribuiti con interventi sul territorio di nostra competenza». Che oltre al comune di Rosignano, vede anche quelli di Livorno e Collesalvetti, una parte di quello di Cecina e poi anche Castellina, Santa Luce, Orciano e Chianni. E nonostante si tratti di avvisi bonari, il tasso di morosità è davvero basso: «Siamo intorno al 95% di riscossione in bonario», dice Calderini.  Rimborsi. In questi giorni stanno arrivando anche delle lettere sempre emesse dal Consorzio. Lettere relative ai rimborsi o per errori nel calcolo della quota o per doppi pagamenti. «Ma sono casi isolati», dice Pandolfi. Rimborsi spesso di pochi euro. E allora come fare a riscuoterle in comodità? «Se il contribuente lo richiede possiamo inviare un assegno a casa, oppure accreditarlo direttamente sul conto corrente. Altrimenti deve presentarsi in una delle filiali della nostra tesoreria, che è la Cassa di Risparmio di Livorno-Pisa e Lucca». Ma perché non detrarli dalla bolletta successiva? «Ci stiamo lavorando, ma attualmente ci sono problemi contabili e amministrativi. Faccio un esempio: come facciamo a sapere se quel contribuente è sempre proprietario dell'immobile su cui aveva pagato la tassa? Le modalità per riscuotere sono diverse, basta contattarci».

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