Sicurezza
«Diagnosi tardiva» Perde un testicolo e chiede danni all'Asl
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Lospedale di Cecina e, a sinistra lavvocato Bassano e il direttore Calamai 3 MINUTI DI LETTURA
CECINA. Chiede un risarcimento di oltre 100mila euro all'Asl 6 per aver perso un testicolo. A trascinare in tribunale l'azienda di Monterotondo con l'accusa di «presunti danni biologici, morali e patrimoniali» è un ragazzo straniero di 19 anni, residente a Cecina, dove i genitori hanno un'attività. Il giovane, che all'epoca dei fatti era minorenne, chiede il rimborso anche in virtù dei problemi che tale perdita gli potrà provocare in futuro. L'Asl, che in un primo momento aveva messo sul piatto un'offerta da 23mila euro (rifiutata dalla famiglia del ragazzo, ndr), conferma l'episodio e a questo punto si prepara all'udienza di comparizione delle parti fissata per il prossimo 17 maggio a Cecina. In questi giorni, con delibera ad hoc, l'Azienda sanitaria ha affidato la tutela legale all'avvocato del foro di Livorno, Paolo Bassano. La storia. Dobbiamo tornare indietro di due anni, al 30 marzo del 2009, quando il giovane straniero inizia ad avvertire alcune fitte ad un testicolo. Il dolore diventa sempre più forte, insopportabile, al punto da richiedere la corsa al pronto soccorso di Cecina L'adolescente giunge in ospedale accompagnato dai famigliari, passa la visita, ma i medici, lo rimandano indietro e consigliano un rapido approfondimento nel reparto di urologia di Piombino: serve il parere di uno specialista. Altra corsa, in val di Cornia, questa stavolta. Arrivato a villa Marina, il giovane passa una seconda visita. Purtroppo, i dolori continuano e alla fine la situazione precipita, fino all'operazione chirurgica per l'asportazione dell'organo dolorante. A quanto pare, il personale sanitario non ha riconosciuto in tempo che l'adolescente ha subìto una torsione del testicolo, uno spostamento dei vasi sanguigni che può causare danni permanenti. Si tratta di un'emergenza urologica abbastanza comune che interessa una persona su 4.000 - in particolar modo ragazzi - e che se non diagnosticata in tempi brevissimi (alcune ore), porta alla necrosi e alla necessaria asportazione chirurgica dell'organo interessato. Proprio come è accaduto al diciassettenne cecinese che ha perso il testicolo dolorante nel giro di poco tempo. La causa civile. Passa quasi un anno e il 16 febbraio 2010, la famiglia del ragazzo straniero scrive all'ufficio legale dell'Asl 6. Una lettera corta ma secca, esplicita: si tratta di una richiesta di risarcimento per «presunti danni subìti a seguito di errata diagnosi e cure da parte del personale del pronto soccorso di Cecina e dal reparto di urologia di Piombino». L'Azienda sanitaria, in un primo momento, cerca un accordo e dopo un'apposita valutazione e sulla base «della relazione medico-legale redatta dal prof. Gabbrielli e dal dottor Benvenuti», nell'ottobre 2010 formula alla madre dell'adolescente un'offerta: una proposta di risarcimento danni per 23mila euro. L'offerta viene immediatamente rifiutata dalla donna, ed anzi, dopo qualche mese sempre all'ufficio affari legali dell'Asl arriva la citazione presso il tribunale di Cecina per l'avvio della causa civile di risarcimento. Con un richiesta della parte offesa superiore ai 100mila euro.
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