Sicurezza
Ma la sanità non ha colore
Alessandro Bechini (Psi Val di Cecina)
Dobbiamo pensare al bene dei cittadini
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Invitiamo ancora una volta la dirigenza della Asl 6 a riflettere prima di andare avanti in questa scelta sciagurata che mira a depotenziare il plesso ospedaliero di Cecina a favore di quello di Livorno. Una scelta completamente priva di senso, esclusivamente dettata da logiche economicistiche. Ecco, come socialisti pensiamo che la salute e l'assistenza per i cittadini venga prima dell'analisi dei costi. Qui non c'è un problema di campanilismo, qui c'è un problema di livelli di assistenza per i cittadini. La costruzione del nuovo ospedale di Livorno non può essere fatta dismettendo la sanità a livello periferico. Come mai con la nuova riorganizzazione dipartimentale i primari sono tutti di Livorno? Come mai un reparto di eccellenza come quello di Ostestricia e Ginecologia dell'ospedale di Cecina viene depotenziato a favore di Livorno? La provocazione dell'avvocato Barabino non è attuabile, ma certo pone un problema reale che è anche legato ai collegamenti infrastrutturali per raggiungere gli ospedali di primo livello. Se potessimo raggiungere Livorno in 20-25 minuti (grazie alla realizzazione del Lotto zero della variante Aurelia) o se potessimo raggiungere Cisanello in 30-40 minuti (grazie alla gratuità dell'A12 in questo tratto per i residenti della Val di Cecina) allora anche il quadro complessivo dell'accesso ai servizi cambierebbe. Però oltre all'imbarazzo dei sindaci verso Rossi, c'è anche quello del Pdl verso il ministro Matteoli nel rivendicare la realizzazione delle infrastrutture necessarie al nostro territorio e una loro corretta gestione. Serve un chiarimento definitivo e su questo non possono esserci ordini di scuderia né a livello di partiti né a livello di sindacati. Com'è che con la nuova riorganizzazione c'è una lista d'attesa anche per fare i prelievi? Può darsi che questo porti ad una efficienza economica del sistema, ma dal punto di vista del cittadino questa è un'ulteriore disagio nell'erogazione del servizio. Una cosa vogliamo che sia chiara: la nostra zona sconta anche un peso politico trascurabile a livello provinciale e regionale, come appare chiaro da molte delle scelte che stiamo subendo. Ecco perché la creazione di un'Unione dei Comuni potrebbero rafforzare la voce del nostro territorio a tutti i livelli. Sulla qualità e l'efficienza dei servizi sanitari della Bassa Val di Cecina si gioca la credibilità della classe politica (di maggioranza e di opposizione) del nostro territorio e su questo dovremo tutti dimostrare fermezza e senso di responsabilità verso i cittadini. Attendiamo il prossimo Consiglio comunale aperto sulla sanità che si svolgerà nelle prossime settimane e in quella sede vogliamo capire fino in fondo i progetti della Asl 6 rispetto all'ospedale di Cecina. Se non ci riterremo soddisfatti dei programmi illustrati, non avremo timore di prendere iniziative molto forti.
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