Il Tirreno

E il Grillo si commuove

La premiazione di Paolo Bettini, sul palco con le autorità
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La premiazione di Paolo Bettini, sul palco con le autorità

Paolo Bettini riceve il Premio Bibbona e ringrazia la moglie Monica: «Insostituibile»

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 BIBBONA. Per celebrare le imprese di Paolo Bettini, big del pedale e ora Ct della Nazionale di ciclismo, hanno scelto la Palestra, il teatro in cui, domenica sera, hanno consegnato al campione il Premio Bibbona 2011. Amministratori e Lamb - il laboratorio artistico e musicale - hanno dunque festeggiato Pasqua con il campione.  In sala, il pubblico delle grandi occasioni e gli amici di una vita non soltanto sportiva. Prima del concerto, introdotto dall'inno di Mameli, il sindaco Fiorella Marini, l'assessore alla cultura Stefano Marmugi, i presidenti del comitato di gemellaggio Amelia Montorzi e di gestione della scuola di musica Argentis Del Viva hanno consegnato al cittì un quadro. Bettini, commosso, ha ringraziato, a partire dai genitori Giuliano e Giuliana seduti in prima fila. «A cambiarmi la vita - ha spiegato - è stata la classica di Liegi del 2000. I giovani? Raccomando loro l'umiltà, perché è con i sacrifici che si raggiungono gli obiettivi. È sbagliato credere di sapere subito tutto».  Maurizio Morganti, direttore del laboratorio e presentatore ufficiale della serata con il maestro Giovanni Sbolci, ha chiesto al Grillo quanto la famiglia abbia contato durante la carriera da professionista. «Monica è stata insostituibile e paziente - ha risposto - soprattutto nei periodi in cui non ero a casa, quindi circa 200 giorni l'anno. In ogni momento mia moglie e mia figlia sono state fondamentali». Paolo, perito meccanico, ha lasciato i dilettanti alla fine del 1996, dopo che il padre gli aveva consigliato il salto. Un'intuizione ripagata con decine di successi e l'oro olimpico.  Prima del concerto, i filmati delle vittorie commentate da Bettini. Campione del mondo e primo ad Atene 2004, solo per citare le volate che hanno scritto un capitolo di storia del ciclismo. Tra queste, però, una merita il fermo immagine: il giro di Lombardia, dedicato al fratello Sauro scomparso nel 2006. A correre, quel giorno, non ero solo, ha raccontato. Poi la musica, non prima, però, di un accenno al club che, oggi, permette a tanti bambini di salire in bicicletta e gareggiare. «Mi piace il lavoro che i dirigenti e Paolo svolgono - ha chiuso il sindaco - anche con le scuole». M.F.

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