Il Tirreno

Nuovo porto, è l'ora delle ruspe

Rino Bucci
Giuliano Matteoli e barche ormeggiate nel porto attuale
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Giuliano Matteoli e barche ormeggiate nel porto attuale

Partito il sondaggio dei fondali dove verranno costruiti i moli

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 CECINA. Chiusa la lunga partita burocratica, per il porto turistico è arrivato il momento dei lavori. Dalle carte bollate si passa ai fatti, alle ruspe. Chi in questi giorni è passato da Marina di Cecina avrà sicuramente notato delle imbarcazioni al lavoro sui fondali.  Per molti si può trattare solo di escavatrici marine, ma per chi come Giuliano Matteoli accarezza l'idea del porto turistico da più di 10 anni, quelle ruspe sono il sogno che diventa realtà. «E' l'avvio della campagna geodiagnostica sui fondali dove verranno costruiti i moli - spiega il presidente della Circolo nautico Spa - l'intervento è affidato alla romana Interprogetti che si occuperà dell'intera realizzazione dell'opera. Questa fase è fondamentale ai fini della cantierizzazione e serve a confermare le numerose indagini già svolte». Questi lavori sono indispensabili anche per il rispetto delle prescrizioni sollevate durante la procedura di valutazione d'impatto ambientale e per il rispetto della nuova normativa contro gli eventi sismici. In pratica, le grosse escavatrici marittime perforano i fondali fino a profondità elevate - 60-70 metri - per vagliare la tenuta del suolo. «Sopra quel fondo verranno costruiti i moli - spiega Matteoli - e su questi basamenti poggeranno le infrastrutture, come parcheggi e costruzioni. Non ci possiamo permettere assestamenti improvvisi».  Anche se la partita burocratica si è conclusa da mesi, la Circolo nautico non ha ancora ritirato le concessioni. «Sono pronte da tempo, sono in Comune e nessuno ce le toglie - conferma Matteoli - aspettiamo solo di avere in mano le fidejussioni».  Oltre alla valutazione geognostica nei prossimi giorni inizierà anche la precantierizzazione. Si tratta di lavori che servono a predisporre tutte le aree per l'inizio del cantiere vero e proprio e che vedrà la luce a settembre. «I primi lavori - spiega l'imprenditore - consistono nel predisporre l'area per il trasferimento di una parte del campeggio fiorentino a nord dell'area portuale e verranno sistemate le aree a monte di via Volterra dove saranno trasferite tutte le attività nautiche al momento svolte nell'area destinata al nuovo porto». Questa fase di preparazione impegnerà tutta l'estate, ma Matteoli assicura che «non ci saranno intoppi alla stagione turistica. Il campeggio non perderà neanche un cliente per colpa dei lavori. Ci sono patti da rispettare».  Intanto continua la caccia all'imprenditore. Matteoli ha la bocca cucita, ma sono molti i possibili investitori, tra cui molti big (si è parlato di Benetti e Ferragamo) che in questi mesi hanno fatto la corte a quello che l'ex sindaco Paolo Pacini ha definito più volte «il papà del porto».

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